“Minimamente umani, o almeno ragionevoli” di Giovanni Taurasi

godfred-donsahGodfred Donsah, la nuova mezzala del Bologna, è figlio di un immigrato sbarcato a Lampedusa. Oggi la Repubblica di Bologna ne racconta la storia. Davanti alle orribili notizie che ogni giorno la cronaca ci racconta (oggi sono ancora più terribili del solito, ma ormai è una discesa nell’inferno), non sappiamo più come commentare, e per la verità anche cosa fare. Continua a leggere

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“Vita miltante di un altro secolo” di Giovanni Taurasi

Comizio del dopoguerra del dirigente comunista Giorgio Amendola e del Sindaco di Modena Alfeo Corassori (Archivio del PC modenese)

Comizio del dopoguerra del dirigente comunista Giorgio Amendola e del Sindaco di Modena Alfeo Corassori (Archivio del PC modenese)

Per me agosto è il mese migliore per dedicarsi alla ricerca, nonostante archivi e biblioteche chiudano. Perché vai a cercare cose in luoghi impensabili e ti concentri su temi inediti. Aiutano anche le ferie e l’interruzione con la quotidianità, per la verità. E infatti ne sto approfittando. Ieri pomeriggio ad esempio dovevo ‘intervistare’ un ex funzionario del Pci modenese nato negli anni Trenta, con lo scopo di scoprire aneddoti e ricostruire gli aspetti umani e caratteriali (perché quegli politici li conoscevo già) di un altro importante dirigente comunista del Novecento su cui sto lavorando. I nomi non sono importanti, e dunque preferisco non farli. Ciò che mi importa raccontare è altro. Non la grande storia, ma quella più piccola, personale, intima. Continua a leggere

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History telling musicale Dalla notte all’alba della democrazia (Carpi 1° agosto ore 21,30)

Care/i amiche e amici del blog Quinto Stato,

Manifestoè un po’ di tempo che non scrivo qui, perché ero impegnato in un nuovo progetto che verrà presentato per la prima volta sabato primo agosto alle 21,30 a Carpi (MO).

Di che si tratta? Lo definirei un esperimento di History telling musicale. L’ho realizzato insieme a due amici musicisti, Francesco Grillenzoni e Stefano Garuti, voce, chitarra e fisarmonica del gruppo musicale Tupamaros.

A me chiedevano di presentare un mio recente libro, a Francesco e Stefano dei Tupamaros di suonare i loro pezzi (cioè, per la verità, ce lo chiedevano a volte, ogni tanto, mica tutti i giorni e non con insistenza… diciamo che dicevano “cosa ne dite se facciamo qualcosa…”, “suonate ancora?”, “lo presenti ancora il tuo libro? Di cos’è che parla?”… insomma, più che chiedercelo, ipotizzavano, buttavano lì, ammiccavano, alludevano, accennavano…).
Di fronte a queste pressanti richieste, e ad una profonda esigenza di rinnovamento artistico-culturale, un paio di mesi fa abbiamo pensato di fare assieme una cosa nuova, che potete seguire sulla pagina facebook “Dalla notte all’alba della democrazia” https://www.facebook.com/pages/Dalla-notte-allalba-della-democrazia/876167402463883

mentre qui trovate la pagina facebook dell’evento in programma per il primo agosto

https://www.facebook.com/events/791272817656407

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“L’oggetto più prezioso che ho” di Giovanni Taurasi

orologioQuesto è l’oggetto più prezioso che possiedo. Più prezioso, non di maggior valore. Qualche tempo fa un orafo lo valutò appena un centinaio di euro. Ma è la cosa più preziosa che possiedo. Apparteneva a mio nonno, che portava il mio stesso identico nome. Lo aveva comprato in America, quando era emigrato là come manovale. Tra gli anni Venti e Trenta del Novecento, nonno Giovanni faceva la spola tra il suo paesino d’origine in Irpinia e gli Stati Uniti. Ogni due anni tornava a trovare la famiglia. Dietro riporta incisa una data: 27 novembre 1929. A volte penso che l’abbia acquistato come bene rifugio poco dopo il crollo della borsa di Wall Street. Oppure che abbia approfittato di un ribasso generale dell’oro nelle settimane successive al martedì nero del 29 ottobre 1929. Non saprei. Continua a leggere

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A cosa serve la politica?

MaroniLa politica i problemi deve risolverli oppure deve agitarli?
Credo che tutti concordiamo sul fatto che la massa di profughi e migranti che bussa alle nostre porte, fuggendo da guerre, carestie, persecuzioni, sia un problema di cui si debba fare carico l’Europa intera, e non solo l’Italia e i suoi sindaci. Credo che molti di noi (forse non tutti) pensino anche che si tratta in primo luogo di un problema umanitario che interpella le nostre coscienze e per il quale si deve fare tutto il possibile, anche di fronte all’indifferenza dell’Europa. Ma poiché le coscienze europee si sono da tempo inabissate nel Mediterraneo, proviamo ad affrontare il problema in termini squisitamente razionali (per quanto a volte ci torna in mente che stiamo pur parlando di esseri umani).
Ciò che dovremmo chiederci di fronte alle dichiarazioni di queste ore è a cosa serve la politica. Che è la domanda che si sono posti molti di quei cittadini che alle ultime elezioni non sono andati a votare. Se si limita ad agitare i problemi, invece che provare a risolverli, la politica ottiene un effimero e temporaneo consenso. Ma non risolvendo i problemi, si troverà successivamente a pagare questo uso strumentale dei problemi, perché i problemi non li puoi nascondere sotto il tappeto, così come non li puoi affogare nel mare, che prima o poi vengono a galla, come i corpi di quei poveri disgraziati. E quando tornano a galla, scuotono le nostre coscienze (o quello che ne è rimasto) e dimostrano quanto sia irrilevante la politica (e dunque accrescono il numero di coloro che se ne allontanano). Se invece la politica prova a risolvere i problemi, può sperare di guadagnare un consenso duraturo. E soprattutto svolge il suo compito. Appunto, risolvere i problemi. Perché se ti ho votato, Sindaco, Presidente di Regione, Parlamentare, non l’ho fatto perché tu vada in TV ad agitare i problemi. Ma perché tu sia in grado di affrontarli e trovare le soluzioni.
Ecco, dire che ai comuni che accolgono profughi verranno tagliati i finanziamenti regionali è uno dei due modi per rispondere alla domanda iniziale del post. Il modo per non risolverlo, ma solo agitarlo, per intenderci.
C’è un Maroni che nel 2011 da Ministro dell’Interno ordina la redistribuzione dei profughi. C’è un Maroni che nel 2015 da Presidente di Regione invoca l’occupazione delle prefetture contro la redistribuzione dei profughi. Due Maroni. Continua a leggere

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“Nel giorno della Liberazione” di Giovanni Taurasi

libroIl 22 aprile del 1945, esattamente 70 anni fa, alle 18,30 Carpi, e altri centri della Provincia di Modena e dell’Emilia-Romagna, erano finalmente Liberi. Alla stessa ora di 70 anni dopo, questa sera presento il mio ultimo libro, per gli amici del blog in zona.  Si è molto discusso di chi abbia liberato Carpi (e analogo dibattito è stato fatto in altre realtà). Ovvero se siano stati Alleati o partigiani. Come per altre città, è evidente che la Liberazione (italiana ed europea) è frutto dell’azione concentrica in primo luogo delle truppe Alleate (da Ovest, da Sud, da Nord, ma anche da Est, perché senza Stalingrado– come El Alamein, lo Sbarco in Normandia, quello in Sicilia… – non saremmo un popolo libero) e in secondo luogo dell’azione dei partigiani (in particolare dove erano forti, come in Francia, Jugoslavia e in Italia, paesi per i quali tutti gli studi, anche stranieri, hanno documentato il valore morale e di riscatto della lotta di Resistenza, ma anche il suo valore strategico-militare). Credo che una cronaca della giornata carpigiana aiuti a comprendere meglio gli eventi e valutarli. E consenta di fare una riflessione che vale anche per altre città. Continua a leggere

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“Con il cuore, e la testa, a Kobane” di Giovanni Taurasi

indexNei giorni scorsi su Repubblica è stata pubblicata un’intervista straordinaria ad un giovane italiano, figlio di un antifascista, che ha combattuto a Kobane a fianco dei Curdi e contro il Califfato dell’Isis. L’intervista è intensa e fa molto riflettere. Un giovane di 25 anni, Karim Franceschi, va a combattere a fianco di un altro popolo, lontano geograficamente, culturalmente e storicamente, richiamandosi alla lotta partigiana condotta dal padre. Una terra lontana e una vicenda che i media seguono poco (e che però interessa molto i giovani, come dimostra il fatto che il reportage del fumettista Zerocalcare proposto da Internazionale sia andato presto esaurito in edicola e sia stata necessaria una ristampa). Continua a leggere

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