“La Costituzione più bella del mondo” di Giovanni Taurasi

siLe riforme costituzionali sono fondamentali per rilanciare l’Italia. In primo luogo perché dimostrerebbero al mondo che le cose si possono cambiare pure nel Paese de Il Gattopardo e che non siamo un Paese non riformabile. E poi per tanti altri motivi che non spiegherò qui ed ora (ma che basterebbe rileggersi un po’ di Calamandrei e del dibattito costituente del tempo per capirle). Tra l’altro coloro che sostengono le ragioni dell’intangibilità della Carta sono gli stessi che per una vita hanno sostenuto che non era applicata e che era stata tradita.

E vorrei ricordare che non è la prima volta che viene modificata. Perchè anche la migliore delle Costituzioni ha bisogno di aggiornamenti. Purtroppo sta passando però l’idea che se vince il Sì vanno a casa in 315 (senatori) e se vince il No va a casa solo uno (Matteo Renzi). Che, per l’aria che tira, depone a favore del Sì, per dirla tutta (mica per Renzi, ma perché 315>1), ma svilisce il dibattito politico e il Paese stesso. Spero che invece si discuta anche dei contenuti delle riforme e delle ragioni del Sì, come quelle del No. Anche se io voterò sì, eh. Eccome. E vedere che l’Anpi, associazione alla quale ho deciso di non rinnovare l’iscrizione, si sia schierata così apertamente per il No, mi ha veramente amareggiato. Io voterò sì. Non per mandarne a casa 315, e nemmeno per salvarne uno, ma perché ci tengo alla nostra bella Costituzione e perché voglio che resti la più bella del mondo. E perché credo che cambiandola e aggiornandola si possa tendere sempre più a quella compenetrazione tra Costituzione formale e Costituzione materiale di cui parlava Mortati. Che io credo proprio avrebbe votato sì, pure lui.

Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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