A cosa serve la politica?

MaroniLa politica i problemi deve risolverli oppure deve agitarli?
Credo che tutti concordiamo sul fatto che la massa di profughi e migranti che bussa alle nostre porte, fuggendo da guerre, carestie, persecuzioni, sia un problema di cui si debba fare carico l’Europa intera, e non solo l’Italia e i suoi sindaci. Credo che molti di noi (forse non tutti) pensino anche che si tratta in primo luogo di un problema umanitario che interpella le nostre coscienze e per il quale si deve fare tutto il possibile, anche di fronte all’indifferenza dell’Europa. Ma poiché le coscienze europee si sono da tempo inabissate nel Mediterraneo, proviamo ad affrontare il problema in termini squisitamente razionali (per quanto a volte ci torna in mente che stiamo pur parlando di esseri umani).
Ciò che dovremmo chiederci di fronte alle dichiarazioni di queste ore è a cosa serve la politica. Che è la domanda che si sono posti molti di quei cittadini che alle ultime elezioni non sono andati a votare. Se si limita ad agitare i problemi, invece che provare a risolverli, la politica ottiene un effimero e temporaneo consenso. Ma non risolvendo i problemi, si troverà successivamente a pagare questo uso strumentale dei problemi, perché i problemi non li puoi nascondere sotto il tappeto, così come non li puoi affogare nel mare, che prima o poi vengono a galla, come i corpi di quei poveri disgraziati. E quando tornano a galla, scuotono le nostre coscienze (o quello che ne è rimasto) e dimostrano quanto sia irrilevante la politica (e dunque accrescono il numero di coloro che se ne allontanano). Se invece la politica prova a risolvere i problemi, può sperare di guadagnare un consenso duraturo. E soprattutto svolge il suo compito. Appunto, risolvere i problemi. Perché se ti ho votato, Sindaco, Presidente di Regione, Parlamentare, non l’ho fatto perché tu vada in TV ad agitare i problemi. Ma perché tu sia in grado di affrontarli e trovare le soluzioni.
Ecco, dire che ai comuni che accolgono profughi verranno tagliati i finanziamenti regionali è uno dei due modi per rispondere alla domanda iniziale del post. Il modo per non risolverlo, ma solo agitarlo, per intenderci.
C’è un Maroni che nel 2011 da Ministro dell’Interno ordina la redistribuzione dei profughi. C’è un Maroni che nel 2015 da Presidente di Regione invoca l’occupazione delle prefetture contro la redistribuzione dei profughi. Due Maroni.

Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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