“Nel giorno della Liberazione” di Giovanni Taurasi

libroIl 22 aprile del 1945, esattamente 70 anni fa, alle 18,30 Carpi, e altri centri della Provincia di Modena e dell’Emilia-Romagna, erano finalmente Liberi. Alla stessa ora di 70 anni dopo, questa sera presento il mio ultimo libro, per gli amici del blog in zona.  Si è molto discusso di chi abbia liberato Carpi (e analogo dibattito è stato fatto in altre realtà). Ovvero se siano stati Alleati o partigiani. Come per altre città, è evidente che la Liberazione (italiana ed europea) è frutto dell’azione concentrica in primo luogo delle truppe Alleate (da Ovest, da Sud, da Nord, ma anche da Est, perché senza Stalingrado– come El Alamein, lo Sbarco in Normandia, quello in Sicilia… – non saremmo un popolo libero) e in secondo luogo dell’azione dei partigiani (in particolare dove erano forti, come in Francia, Jugoslavia e in Italia, paesi per i quali tutti gli studi, anche stranieri, hanno documentato il valore morale e di riscatto della lotta di Resistenza, ma anche il suo valore strategico-militare). Credo che una cronaca della giornata carpigiana aiuti a comprendere meglio gli eventi e valutarli. E consenta di fare una riflessione che vale anche per altre città. Il mattino del 22 aprile 1945, intorno alle 11, il presidente del Comitato di Liberazione Nazionale Emilio Cabassi parla alla popolazione servendosi dell’altoparlante installato sul balcone del municipio. Truppe tedesche sono ancora presenti in città e alcune fonti sostengono che soldati si recano verso il municipio per arrestare Cabassi, ma non lo trovano più. Manifestazioni di donne, promosse dal CLN, si svolgono in città e nelle frazioni. I partigiani stanno preparando il momento insurrezionale. Le strade nel primo pomeriggio si svuotano e i partigiani si sparpagliano per l’area urbana. Vi sono scontri a fuoco per tutto il pomeriggio. Quattro le perdite tra gli insorti, imprecisate quelle di tedeschi e fascisti. Un centinaio di tedeschi vengono arrestati dai partigiani che ormai controllano la città, gli altri si arrendono agli americani poco dopo, quando alle 18 arriva la colonna motorizzata americana accolta festosamente dalla popolazione. In nome degli eserciti alleati il capitano americano Taylor assume il comando di Carpi, ma già nella mattinata del 22, come detto, nella città dove c’erano ancora forze tedesche, il Cln di Carpi aveva assunto in comune le funzioni della legittima autorità. La città può considerarsi definitivamente liberata nel tardo pomeriggio, e gli alleati trovano per questo la gente pronta ad accoglierli festosamente alle 18. Le forze partigiane erano insorte, qui come altrove, perché la Liberazione per mano della Resistenza aveva un enorme valore simbolico e politico. Probabilmente se gli alleati non stessero avanzando, i tedeschi e i fascisti avrebbero continuato a combattere in estenuanti scontri urbani contro i partigiani. Le guerre si vincono al fronte, ma si concludono nel ‘fronte interno’. E la scelta dell’insurrezione costò alla Resistenza, a Carpi e negli altri principali centri italiani, altre vittime partigiane. Proprio per rendere onore a loro sarebbe scorretto dire che le città sono state liberate dagli alleati. Forse la formula potrebbe essere questa: la guerra è stata vinta dagli alleati (appunto tutti: anglo-americani e russi) con l’importante sostegno dei partigiani e le città sono state liberate dai partigiani, mentre avanzavano gli alleati angloamericani. Ecco perché, oggi, mi sento di ricippocordare soprattutto chi cadde quel giorno. L’insurrezione costò altre vittime al movimento partigiano. De Andrè cantava “crepare di maggio ci vuole tanto troppo coraggio”, ma per morire in aprile, nel giorno della Liberazione, ce ne vuole ancora di più. Per queste ragioni per me, il cippo del giorno è quello qui a fianco di uno dei caduti del 22 aprile a Carpi. Ricordiamoli tutti i nostri partigiani, ma ricordiamo che ci fu chi morì anche il giorno della Liberazione, quando la guerra era di fatto vinta, ma era necessario piantare anche una bandiera italiana sui municipi, per riscattare l’Italia.

Carpi, 8 maggio 1945. Per la prima volta assieme tre prospettive dello stesso avvenimento di 69 anni fa. I partigiani incontrano gli ufficiali angloamericani di fronte alla comunità. L'Europa è libera. L'Italia è libera. Carpi è libera. Poche ore dopo viene firmata la resa e il 9 maggio sarà il giorno della vittoria. Gli alleati (russi e angloamericani) insieme ai partigiani e alle forze antifasciste hanno sconfitto l'alleanza di fascisti e nazisti. La seconda guerra mondiale è finita.

Carpi, 8 maggio 1945. Per la prima volta assieme tre prospettive dello stesso avvenimento di 70 anni fa. I partigiani incontrano gli ufficiali angloamericani di fronte alla comunità.
L’Europa è libera. L’Italia è libera. Carpi è libera.
Poche ore dopo viene firmata la resa e il 9 maggio sarà il giorno della vittoria. Gli alleati (russi e angloamericani) insieme ai partigiani e alle forze antifasciste hanno sconfitto l’alleanza di fascisti e nazisti. La seconda guerra mondiale è finita.

Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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