“Memorie democratiche” di Giovanni Taurasi

In questi giorni ricorrono due anniversari importanti per chi milita nel Partito Democratico (e non solo per noi naturalmente): il 50° anniversario della morte di Palmiro Togliatti (21 agosto) e 60° della scomparsa di Alcide De Gasperi (19 agosto).

Due politici straordinari, di cui l’Italia intera deve essere orgogliosa, perché hanno dato un contributo fondamentale alla sconfitta del fascismo e alla costruzione di una solida democrazia nel nostro Paese. È giusto ricordarli entrambi e nell’epoca dei tweet e dei post sui social è impossibile liquidare queste figure complesse in pochi caratteri (per Togliatti io resto legato alle biografie di Agosti, Bocca e agli studi di Di Loreto, per De Gasperi a quelli di Scoppola e Riccardi).
Però, se proprio devo sintetizzare e twittare in 140 caratteri un commento, riconoscendo ad entrambi le tante luci, e alcune ombre, credo che sia onesto dire, soprattutto per chi come me è affezionato alla storia della sinistra italiana e del Partito comunista, che “il 18 aprile 1948 fortunatamente le elezioni le ha vinte De Gasperi e perse Togliatti. E che gli italiani hanno saputo scegliere bene”. Tutto qui.

Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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2 risposte a “Memorie democratiche” di Giovanni Taurasi

  1. Paolo Biffis ha detto:

    Tutti hanno luci e ombre: ciò ke mi sembra incomprensibile oggi, e dopo 70anni, è la mancanza di senso critico su ‘il migliore’.

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    • QuintoStato ha detto:

      I testi che ho indicato, anche se un po’ datati, hanno un approccio critico e scientifico. Aggiungerei solo Aga-Rossi e Zaslavsky per i rapporti con l’URSS.

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