PD Emilia Romagna, parte di una comunità di destino o spazio autoreferenziale?

PD: siamo parte di una comunità di destino o uno spazio (tra l’altro sempre più ristretto e autoreferenziale) per autopromuovere il ceto politico?
Ritenevo che non si dovesse procedere con le primarie per la scelta del candidato Presidente alla guida della Regione Emilia Romagna e ne ho spiegato brevemente le ragioni in un post precedente.
Prendo atto, ahimé, che si sta andando in una direzione diversa. Vedremo cosa ne sortirà, anche se ormai i candidati devono manifestare apertamente la loro disponibilità (Consiglio di leggere Piergiorgio Paterlini su @rep_bologna di oggi sul dopo Errani. Scrive critiche giuste e opportune… purtroppo). Qualcuno l’ha già fatto e avrà certamente il mio sostegno nella misura in cui sarà in grado di esprimere ed incarnare una forte spinta al rinnovamento, di contenuti e politiche in primo luogo. Usciamo da tre lustri di buon Governo grazie a Vasco Errani, al centrosinistra regionale e al PD. Ma oggi, al di là del fatto che la legislatura regionale si è conclusa anticipatamente, è opportuna ed urgente una riflessione su quale regione vogliamo. Quando Errani è diventato Presidente la popolazione regionale contava mezzo milione di abitanti in meno, e una presenza più significativa del settore manifatturiero, con una miriade di piccole e medie imprese (e alcune grandi) oggi nella tenaglia della crisi, tassi di disoccupazione irrisori e occupazione femminile a livelli nord europei. Oggi non è più così. Restiamo una Regione di eccellenza (con un quadro nazionale in recessione diamo qualche timido ma incoraggiante segnale positivo), ma la sfida della crisi ci riguarda profondamente. Dal 1999 ad oggi il mondo è cambiato. L’Emilia Romagna è cambiata. Non solo economicamente (pensiamo all’impatto prima della globalizazzione e adesso della crisi), ma anche socialmente e culturalmente (pensiamo ai flussi migratori dall’estero e dal Mezzogiorno). Come affrontiamo le sfide per fare in modo che la nostra Regione sia ancora la seconda Baviera dell’Europa? In un’Europa che peraltro non è neppure quella di 15 anni fa. In questi giorni sui giornali si parla solo di candidati e regole. Ieri una ricostruzione verosimile delineava scenari presenti e futuri, alleanze e ticket di corrente per il consiglio regionale, ambizioni e perfino eventuali premi di consolazione. Roba che interessa solo al ceto politico. Che non riguarda i problemi delle persone. Non so, io non riesco ad intravedere in tutto ciò un partito che sia una comunità di destino, come lo immagino io. Un partito che sappia tradurre anche qui quel coraggio per innovare e cambiare per affrontare i problemi di famiglie, lavoratori, imprese che è stato premiato dagli elettori a maggio, perché il mondo è cambiato, la nostra Regione è cambiata, il nostro sistema è cambiato. Rischiamo di restare identici solo noi. E gli emiliano romagnoli non ci capirebbero. Ma soprattutto non se lo meriterebbero.

Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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Una risposta a PD Emilia Romagna, parte di una comunità di destino o spazio autoreferenziale?

  1. andrea ha detto:

    non sono d’accordo sul no alle primarie, invece condivido in pieno l’appunto di oggi. Credo che una scelta corretta e non autoreferenziata si possa fare molto bene anche con le primarie. La cosa veramente importante è che chi vota PD capisca che vota persone che sono veramente i delegati del popolo e deve avere la certezza che questi delegati penseranno SOLO agli elettori e non alle trame di partito o a trovare la colla migliore per attaccarsi alle poltrone!
    ciao
    andrea

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