“Emilia-Romagna e primarie. (Per una volta) Preferirei di no!” di Giovanni Taurasi

Vasco Errani è una persona perbene e con un grande senso delle istituzioni e lo ha dimostrato ancora una volta, rassegnando le dimissioni dopo una sentenza di secondo grado che lo condanna nonostante in primo grado fosse stato pienamente assolto. Leggeremo le motivazioni e attendo con fiducia l’esito del ricorso, perché sono pienamente convinto della sua innocenza, però è innegabile che Errani è un galantuomo che mette le istituzioni, le comunità e i cittadini dell’Emilia-Romagna davanti a tutto, facendo un gesto di grande responsabilità.
Ora anche il Partito Democratico dell’Emilia-Romagna deve dimostrare di essere all’altezza del momento delicato che si apre, con eguale responsabilità, nell’interesse delle istituzioni, delle comunità e dei cittadini dell’Emilia-Romagna. E lo sarà.
Anche per questo credo che si dovrà intraprendere un percorso di larga condivisione e unitario per la scelta del candidato a Presidente della Regione Emilia-Romagna, puntando ad individuare il profilo migliore. È il momento della responsabilità collettiva, ed un partito deve agire così.
Le primarie appartengono alla cultura politica del PD e sono una delle principali modalità di partecipazione. Non l’unica. Quella che coinvolge più persone, ma ciò non significa che esauriscano ogni modalità di partecipazione politica. Le primarie possono essere un trampolino di lancio per i candidati del PD. Spesso, quasi sempre, lo sono state. Ma occorre valutare, con responsabilità politica, ogni volta quale sia la soluzione migliore per selezionare candidati e gruppi dirigenti, perché da trampolino possono trasformarsi in un cappio. E io, che le ho sempre difese, non m’impicco alle primarie (che tra l’altro non furono fatte nemmeno in precedenza). Nei prossimi tre mesi (nel pieno della pausa estiva) dovremo affrontare in Emilia Romagna una delicata e breve campagna elettorale. Io credo che lo dovremo fare nel segno del cambiamento e in modo unitario, discutendo di futuro e non di nomi, perché questa Regione è cambiata economicamente, socialmente, culturalmente, perfino antropologicamente, e servono nuove politiche per affrontare le sfide del presente, se vogliamo che rimanga una regione, com’è oggi grazie alla sua comunità e al buongoverno di questi decenni, tra le più avanzate d’Europa. Io alle primarie non mi impicco. E spero non lo faccia nemmeno il mio partito. Preferirei di no. Preferisco di no.

Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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