“Le parole sone importanti” di Giovanni Taurasi

Uffa. Non ce l’ho con nessuno in particolare. Nessuno se la prenda. Si tratta solo dell’ultimo tentativo di una battaglia culturale che conduco, inutilmente, da anni, e visto che in questi giorni si insediano migliaia di consigli comunali, e in rete continuo a trovare scritta una cosa che mi fa accapponare la pelle, chiedo che la evitino almeno gli amici FB, perché leggerla mi urta quanto la parola “attimino”, il “mi auspico”, “qual’è” con l’apostrofo, “l’esilo” o il “semafero”, il “briffiamoci” di Nicole Minetti, la K al poste di che, la X al posto di per, i “commenti acostruttivi” (questa è recente, ma si è già guadagnata la testa della classifica).
La cosa che mi irrita è una definizione che mi sono trovata scritta perfino tra le mie cose mentre svolgevo il ruolo di Presidente del Consiglio comunale, e avrei voluto mettere mano alla pistola (ma poi avrei dovuto puntarla contro me stesso, anche se è accaduto “a mia insaputa”).
Insomma, per arrivare al punto, quelli dei comuni si chiamano ‘mandati amministrativi’, non ‘legislature’. Smettiamola di scrivere legislatura per i comuni.
Lo Stato legifera. Le Regioni legiferano. I comuni non hanno potestà legislativa.
I comuni al massimo mandano, e non vi dico dove!

Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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2 risposte a “Le parole sone importanti” di Giovanni Taurasi

  1. gdelzot@tin.it ha detto:

    Caro GIOVANNI , non è vero che la tua è una battaglia solitaria: siamo almeno in due e non solo; da questa stessa nostra parte ci sono persone autorevoli come l’ex nostro senatore e magistrato Carofiglio e Zagrebelsky di cui ti consiglio vivamente gli scritti in materia. Rosa Luxemburg diceva che “dare il vero senso alle parole è la prima azione rivoluzionaria”. Qui, su due piedi, ti offro altre chicche come ad es. “l’ habitat mentale” oppure ” donna pubblica” detto della Nilde Iotti per significare il suo ruolo istituzionale. E che dire della “sostenibilità” usata a sproposito in tutte le minestre ? Ma anche il dalemiano prenditempo “disciamo”. E potrei continuare a lungo. si potrebbe scrivere un libro con l’avvertenza che però ad un certo momento dobbiamo decidere di chiuderlo e di resistere alla tentazione di doverlo aggiornare con le ultime fesserie lette o sentite. a risentirci arch.Giuseppe Del Zotto – Udine

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