Io scommetto sull’Italia e sull’Europa.

10262158_10203172270135078_6053339716962784152_n
Il mio ultimo endoresement è semplicemente per il simbolo qui a fianco. Perché dietro a questo simbolo c’è un popolo, c’è un’idea di futuro, ci sono valori, ci sono proposte, ci sono fatti, c’è una speranza per l’Italia e per l’Europa.
Per un’Europa diversa, che metta al centro il lavoro, l’innovazione, la competitività, i diritti, la solidarietà.
Un’Europa che cambi verso rispetto a quella guidata dai conservatori in questi anni.
Un’Europa guidata da Martin Shulz e dai socialisti e democratici europei.

È vero, è un derby tra speranza e rancore, con un testa a testa tra Renzi e Grillo. Più staccato nei sondaggi Dudu’. Ma passare dal ‘Ce lo chiede l’Europa’ dei poteri forti al ‘Ce lo chiede il web’ del populismo è come passare dalla padella alla brace.
E per dichiararsi eredi di Berlinguer, come ha sostenuto Grillo, bisognerebbe averlo almeno letto. Ad esempio, così rispondeva il segretario del PCI ad una domanda sulla ‘democrazia elettronica’ nel lontano 1983:

«La ‘democrazia elettronica’ limitata ad alcuni aspetti della vita associata dell’uomo può anche essere presa in considerazione. Ma non si può accettare che sostituisca tutte le forme della vita democratica. Anzi credo che bisogna preoccuparsi di essere pronti ad affrontare questo pericolo anche sul terreno legislativo. Ci vogliono limiti precisi all’uso dei computer come alternativa alle assemblee elettive. Tra l’altro non credo che si potrà mai capire cosa pensa davvero la gente se l’unica forma di espressione democratica diventa quella di spingere un bottone. Ad ogni modo lo ripeto: io credo che nessuno mai riuscirà a reprimere la naturale tendenza dell’uomo a discutere, a riunirsi, ad associarsi. Ogni epoca, certo, ha e avrà i suoi movimenti e le sue associazioni. Vedi per esempio, nella nostra i movimenti pacifisti, i movimenti ecologici, quelli che, in un modo o nell’altro, contrastano l’omologazione dei gusti e il conformismo: chi avrebbe saputo immaginarli quaranta o anche venti anni fa? Naturalmente compito dei partiti dovrà essere quello di adeguarsi ai tempi e alle epoche. È qui che si misura la loro tenuta: sulla loro capacità di rinnovarsi»
L’Unità, 18 dicembre 1983

Ricordate quando Montanelli disse che voleva che Berlusconi vincesse, perché era una malattia e dunque come un vaccino doveva essere iniettato nelle vene del popolo italiano, in modo che gli italiani scoprissero la sua inadeguatezza? A me la cosa non è che mi convinse molto all’epoca, e continuai a votare il centrosinistra. La maggioranza degli italiani fece scelte diverse.
E così impiegheremo dieci anni a sistemare i guai fatti nei dieci anni precedenti da Berlusconi.
Oggi qualcuno propone di mettere alla prova anche Grillo. A parte che da qualche parte lo stanno sperimentando e non mi pare che le cose vadano brillantemente (nei comuni dove vinse le elezioni). E nemmeno mi pare che i suoi 163 parlamentari possano vantare un solo provvedimento a favore degli italiani.
Quando sento dire “diamo gli una possibilità” mi torna in mente Montanelli.
Montanelli era un grande giornalista, un intelligente conservatore. Però ogni tanto diceva delle bischerate.
Io scommetto sul Partito Denmocratico, perché oggi vuol dire scommettere su di noi, sull’Italia e sull’Europa, sul futuro.

Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
Questa voce è stata pubblicata in /. Contrassegna il permalink.

3 risposte a Io scommetto sull’Italia e sull’Europa.

  1. Roel ha detto:

    Beato lei che si ferma ai “dieci anni di Berlusconi”! Ci penserà grillo a scoprire le magagne dei restanti decenni.’A tal proposito risulta interessante l’ultimo ultimo trentennio, durante il quale la Repubblica veniva saccheggiata sistematicamente e la democrazia scivolava nel baratro dell’ocoklatia. La perdita di credibilità della politica e delle istituzioni si è via via accresciuta nei periodi della partitocrazia che ha imperversato producento fenomeni distorsivi e la sistematica violazione delle regole a danno della maggioranza dei cittadini: privilegi, caste, supercaste, parentopoli, clientelismo, pensioni d’oro, vitalizi, sperpero di denaro pubblico, intere regioni sotto il controllo delle mafie, zone grigie, arricchimenti facili, intere generazioni emarginate, senza lavoro e private della loro dignità ( come ha ribadito anche l’attuale papa), il 50% della ricchezza in mano al 10%, 500 pensionati con 20.000Eu netti al mese( lo ha ricordato il giornalista Passerini in una pubblica trasmissione). Gli stessi sforzi riformatori dell’attuale governo subiscono la beffa delle recenti liquidazioni milionarie ai manager(8milioni, 7milioni, 6milioni, 2.5m. ecc.,ecc.) a fronte del 50% di pensionati con trattamento al di sotto di 500 Eu.

    Anche gli ultimi provvedimenti giudiziari sono un’ulteriore prova di quanto avviene nei meandri della politica che si ritiene “non populista” (!!!!). Le centinaia di lusi, di trota, di batman, di penati, ecc., introdotti nei gangli vitali delle istituzioni, nonchè i frigerio e i greganti, rappresentano la punta dell’iceberg. Sarà possibile stanarli e liberarsene, senza che vi sia la volontà politica di cambiare registro e modalità operative, a partire da una riforma radiicale anche degli attuali assetti regionali ove alcuni “mammasantissima” della politica e del politichese, come in parlamento, occupano le poltrone da oltre un ventennio e sono diventati inamovibili con la pratica del “do ut des” e delle cordate di reciproco sostegno?.Penso che “sic stantibus..”, “populismo” e astensionismo domineranno la scena in occasione della imminente consultazione elettorale. Si dice che “chi vivrà vedrà”. Lei intanto fa bene a cullarsi sul “capro espiatorio”, purtroppo con danno enorme. Un saluto, Roel

    Mi piace

  2. codicesociale ha detto:

    La stessa tesi la si applica da tempo al PD, e i risultati si vedono!

    Mi piace

I commenti sono chiusi.