Lettera aperta e ‘trasparente’ a Beppe Grillo

Caro Beppe Grillo,
ti scrivo una lettera aperta su un tema a te molto caro: la trasparenza. Finalmente oggi Repubblica, e gliene va dato merito, dedica una pagina ad un aspetto non secondario per chi, come te, parla ogni giorno di trasparenza, con un’inchiesta sui guadagni generati dal tuo blog (clicca qui).
Un paio di anni fa scrissi allo stesso giornale una breve lettera sul tema proprio per evidenziare alcune incongruenze rispetto a quanto predichi e quanto razzoli, e venne pubblicata nella rubrica delle lettere. Oggi mi rivolgo direttamente a te.
C’è una legge che prevede che tutti coloro che svolgono incarichi politici rendano pubblici i loro stati patrimoniali (riferimenti li trovi all’Art. 13 e art. 14 del d.lgs. 33/2013 “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicita’, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”).
Credo sia una norma apprezzabile e che risponda a più ragioni: capire se nel corso di un’esperienza politica o amministrativa una persona si sia arricchita, impropriamente, per ragioni da ricondurre alla sua attività politica; capire se esistano conflitti d’interesse; garantire una più generale esigenza di trasparenza in anni nel corso dei quali i fenomeni di corruzione o solo di poca trasparenza sono stati diffusi.
Viene perciò pubblicato e reso pubblico l’intero stato patrimoniale degli amministratori, che comprende sia le indennità politiche che altre entrate personali (a volte anche più significative) che un politico o un amministratore possiedono (per la loro attività professionale, se ne hanno un’altra, per eventuali rendite finanziarie, per altri incarichi, per affitti o pensioni percepite, per ragioni famigliari ecc ecc).
Grazie a questa legge tutti coloro che svolgono incarichi politici, dal Presidente della Repubblica che tu, caro Beppe, attacchi quotidianamente, fino all’ultimo consigliere di circoscrizione (a spanne, negli ottomila comuni italiani e altri livelli amministrativi, circa 2-300 mila persone) devono rendere pubblico il loro stato patrimoniale. Attenzione, lo stato patrimoniale non è da ricondurre alla sola indennità politica ed amministrativa, ma al proprio reddito da lavoro e alle singole proprietà. È previsto anche di rendere pubblici i propri curriculum.
A questo link trovi il mio stato patrimoniale, i miei redditi (ovvero l’indennità di amministratore per il comune sommata a quello di impiegato e un reddito da affitto con cedolare secca), i miei beni immobili e mobili, il mio curriculum.
http://www.carpidiem.it/html/default/_d/107/107142.html
Io li pubblico da anni anche sul mio blog.
Per concludere, caro Beppe, tu non ricopri nelle istituzioni incarichi politici, ma è noto che sei il capo-padrone-leader-guru-portavoce, decidi tu come definirti, di una delle 3 principali forze politiche italiane. I tuoi 160 parlamentari sono tenuti a rispettare questa legge, così come tutti coloro che sono entrati nei consigli comunali sotto il simbolo pentastellato. Tu invece no. Ti sei sottratto a questa trasparenza. Mi viene quasi il dubbio che non sia un caso. Eppure ho l’impressione che fare politica ti abbia portato discreti guadagni. Perché tu, e questo non lo puoi negare, fai politica. Sul tuo blog vengono pubblicizzati prodotti. I tuoi spettacoli e comizi in giro per l’Italia ti hanno trasformato in un politico di successo, che come comico ha certamente un indotto significativo. Sei il proprietario di un simbolo politico, un marchio, e decidi tu alla fine chi candidare sotto quel simbolo. Hai trasformato la politica in business personale, ma non ti voglio giudicare (c’è chi ha fatto il contrario, trasformando il proprio business in politica).
Mi chiedo solo quanto ti abbia arricchito questa operazione. Per trasparenza, quella che invochi ogni giorno… mica voglio vedere tutti gli scontrini. Mi basta un link come il mio.
Cordialmente
Giovanni

Annunci

Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
Questa voce è stata pubblicata in / e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.