“Può darsi” di Giovanni Taurasi

Può darsi che la riforma delle Province e dei loro organi di Governo non comporti risparmi enormi.
Può darsi che anche il superamento del Senato elettivo e del bicameralismo perfetto non determini riduzioni di spesa in grado di incidere significativamente.
Può darsi che Piero Calamandrei avrebbe storto la bocca con una smorfia di non pieno compiacimento di fronte a tutto ciò. Dico può darsi, ma non ne sono per nulla convinto, e invito a rileggere i suoi interventi in Assemblea Costituente e la sottolineature dell’esigenza di rafforzare l’esecutivo e il momento decisionale, naturalmente con tutti i contrappesi e le garanzie necessarie, per evitare un parlamentarismo esasperante.
Può darsi insomma che in punta di diritto le riforme proposte dal Governo guidato da Matteo Renzi abbiano qualche limite, ma hanno un enorme pregio, che sovrasta su tutto il resto: cercano di fare in modo che la politica e le istituzioni si adeguino alla velocità del mondo.
Può darsi che anche l’Italicum sia migliorabile, ma come ho scritto qui, quando era ancora a livello embrionale, è la migliore delle riforme possibili.
Si discute molto di riduzioni di spese per la politica e qualcuno dice che si tratta di demagogia. È vero, ci sono anche aspetti demagogici in questo. Ma il vero risparmio non è sui costi, ma sul tempo, che oggi è la risorsa più preziosa.
Vi pare possibile nel 2014 che ci sia un bicameralismo chiamato perfetto che è tutt’altro che perfetto e che prevede che due camere analoghe si rimpallino all’infinito in un ping pong istituzionale norme e leggi?
Vi pare possibile che ogni iniziativa locale e nazionale venga sottoposta alla discussione e decisioni di centinaia di tavoli tecnici, organi istituzionali (dalla più piccola circoscrizione, fin su alle istituzioni nazionali), senza contare tutti gli altri passaggi burocratici, prima di diventare un atto?
E tra l’altro, in questo iter procedurale farraginoso e bizantino, non c’è mai nessuno che poi si prende la responsabilità di quella scelta, che in fondo alla fine non ha nessuna paternità.
Il mondo va veloce, e la politica e le istituzioni devono accelerare se non vogliono perdere l’ultimo residuo di credibilità rimasto.
Qualcuno obietterà che sono i costi della democrazia, ma nella nostra storia e in quella europea le democrazie sono state soffocate proprio dalla loro incapacità di decidere, e sono state abbattute non perché non si discuteva abbastanza, ma perché non si decideva nulla.

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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3 risposte a “Può darsi” di Giovanni Taurasi

  1. Oscar ha detto:

    Non credo che l’italicum sia la migliore delle riforme possibili. Mi sembra che questa riforma, insieme alle altre, privilegi la governabilità a danno della democrazia. La parola “governabilità” non compare mai nella Costituzione, non è un target costituzionale. Capisco che bisogna prendere rapidamente delle decisioni ma non si possono prendere decisioni che dividono il Paese. Non è giusto vincere senza convincere. E per favore che non si dica che i partiti storicamente al governo si siano dati da fare per le riforme e che ci sarebbero riusciti se qualcuno (non identificato ma suggerito) non gliel’avesse impedito. L’Italia si deve salvare tutta e con tutti. superando le iniquità e salvarguardando prima di tutto i diritti inviolabili dell’art.2; prima di qualsiasi altro diritto negoziato.

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  2. paolo.deluca@apic.torino.it ha detto:

    troppi può darsi alla fine portano alla convinzione che sia più utile approfondire e non liquidare i presunti “cacasenno” o “parrucconi” come persone che cercano le chiocciole per imitarne l’andatura o per rianimare la corsa da festa paesana. Il mondo va veloce, già ogni tanto quando fa comodo ci si rispecchia in questa tautologica verità del mondo futurista presa direttamente dall’album dell’avvenire del capitalismo . Guardando a quel che accade in piccoli continenti come l’Africa ,ma anche l’Asia e il Sud America non scherzano e ad essere pignoli in certa parte del vecchio continente (vedi Grecia ad esempio) ,la velocità è a quarta velocità con leggi che riescono a far diventare i ricchi più ricchi ,a distribuire il benessere fra poche “famiglie” che detengono il potere grazie a robuste modifiche costituzionali e a bluffate continue che neanche l’autore del Gattopardo si sognava . Il guaio grosso è di crederci ,di esserne convinti di stare dentro la rivoluzione a furia di 80EUR e di annunci (Se non passa me ne vado) ,per carità capisco che per molti è la dimostrazione della coeerenza , ma se è naturale che si deve lasciare la mano se non si mantengono gli impegni ,mi chiedo perchè è necessario ricordarlo manco fosse un ricatto al Parlamento o ancora peggio un regolamento di conti verso il PD. La chiudo qua ,può darsi che no ,ma se si sta qualche 1/2 ora davanti a fabbriche che stanno chiudendo , se si parla con o si ascolta i lavoratori alla fine ci si può rendere conto che un altro salvatore della patria in stile Berlusca ( al frodatore sono affidate le carte per cambiare articoli costituzionali!) proprio non è la soluzione migliore , può darsi

    Paolo

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  3. casar46 ha detto:

    Sai caro quinto stato, vi e verità in ciò che lamenti elencando il distorto concetto di democrazia allargata, e del risultato che questa evidenzia, non può più reggere il cambiamento del tempo e ciò che comunemente chiamiamo globalizzazione, senza conoscerne il vero significato agendo in un vecchio sistema deregolamentato che esprime solo uno degli aspetti globalizzanti, quello finanziario, come dire che gli affari non hanno frontiere, per gli esseri umani rimangono le vecchie regole. Ma tornando all’elenco delle disfunzioni di una democrazia lenta perché petulante, mi ricordo negli anni 80 un altro teorico dello sviluppo con meno passaggi democratici, le riunioni ristrette, basta con questo pseudo populismo, basta tutele che reprimono il mercato, poi si scopre che tagliando pesi e contrappesi la vera essenza delle manovre, un mercato inquinato da corruzione funzionale, abbiamo visto il frutto di quel percorso, anche la Grecia ha pagato un caro prezzo a quel sistema corrotto. Io conoscendo ciò che ne consegue e le tendenze italiote dopo il ventenni Berlusconiano, andrei più cauto a schierarmi per un rigetto di democrazie garantiste, e se vogliamo anche le province erano da eliminare, e congedare la struttura amministrativa frutto di tanti ex politici e sistema d’altri tempi, be non mi sembra che la scelta di mantenere e spostare sui comuni allargati questi amministratori vada nel solco di vecchie prassi Democristiane, e fare riforme vuol dire pagare anche un prezzo d’impopolarità a volte. Sono tanti i rilievi che ancora mi rammaricano che mi lasciano perplesso e con un pesante presagio sul futuro.
    AC.

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