“Più Europa, ma diversa” di Giovanni Taurasi

Il voto alle amministrative in Francia sembra distante da noi, ma è solo l’antipasto del voto del 25 maggio. Era l’ultima sveglia e anche se è suonata Oltralpe riguarda tutti noi europei. Non c’è più tempo. Tecnocrazie e ragionerie devono capire che o si cambia o si muore. E se non lo capiscono, la politica prevalga o le conseguenze le pagheranno gli europei.
L’Europa unita era un sogno del dopoguerra e ha garantito un lunghissimo periodo di pace e prosperità. L’approccio ragionieristico l’ha trasformata però nell’incubo del presente, e nel capro espiatorio di questi tempi. È inutile però avere in conti in ordine in futuro se non hai un presente da cui partire. Perché sul lungo periodo, come diceva Keynes, siamo tutti morti. Solo la politica può cambiare questo approccio. E, io credo, solo la sinistra europea può dare la giusta direzione di marcia. Per uscire dalla crisi ci vuole più Europa, non meno Europa. Ci vogliono gli Stati Uniti d’Europa, ma soprattutto un’Europa politica e sociale, diversa da quella di questi anni, che metta al centro lavoro, innovazione e solidarietà tra Stati, classi e generazioni.
Di fronte alla vittoria dell’estrema destra francese, Barbara Spinelli sostiene che la Lista Tsipras deve iniziare un rapporto con i grillini. Peccato che la stessa Le Pen proponga un’alleanza tra il Movimento 5 stelle e il suo Fronte Nazionale. La crisi sta coagulando tutte le estreme: di destra, di sinistra, populiste e antipolitiche. Non è un fatto nuovo nella storia e non ha mai fatto il bene dei ceti più popolari. Anzi, quando è accaduto gli esiti sono stati drammatici. Serve un’altra Europa, ma quella dei progressisti europei.
Il 25 maggio per la prima volta il partito europeo più votato esprimerà il presidente della nuova commissione europea. La famiglia dei socialdemocratici (S&D) progressista e riformista ha la possibilità di vincere le elezioni, prevalendo su conservatori ed estrema destra, e consegnare la guida della commissione a Martin Schultz e ai progressisti. Chi vuole un’altra Europa, ci dovrebbe pensare bene di fronte alla scheda elettorale, perché l’occasione ce l’ha.

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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Una risposta a “Più Europa, ma diversa” di Giovanni Taurasi

  1. wsa0 ha detto:

    Bravo .hai scritto una riflessione lucida come sempre 🙂

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