“Grossolanamente sul sistema elettorale” di Giovanni Taurasi

Non sono un esperto di sistemi elettorali, e mi perdonerete se sono grossolano, ma schematicamente mi pare di poter dire che i tre problemi principali del Porcellum per ordine decrescente di gravità sono (o meglio, erano): 1) non consentiva la formazione di una maggioranza coerente con le alleanze presentate agli elettori e impediva la governabilità 2) realizzava un parlamento di nominati sconosciuti agli elettori 3) non consentiva agli elettori di scegliere i propri rappresentanti con liste bloccate e senza preferenze.
La proposta di Matteo Renzi: 1)consente una maggioranza certa, al primo o al secondo turno 2) prevede circoscrizioni relativamente piccole e con pochi candidati riconoscibili dagli elettori 3) impegna il PD a fare le primarie per la scelta dei parlamentari, selezionando i propri candidati con parità di genere (peraltro il sistema delle preferenze presenta certamente aspetti molto positivi, ma anche alcuni negativi: fa crescere le spese elettorali e dunque le spese per la politica, può generare fenomeni di corruttela e di voto di scambio).
Poi c’è un quarto punto non insignificante dal punto di vista politico: la proposta di Renzi può essere approvata dal Parlamento a larga maggioranza e non crea una frattura nella maggioranza di Governo. È frutto di un compromesso, ma la politica è un mix di compromesso e coraggio, entrambi necessari se si vogliono cambiare le cose. L’indignazione invece non cambia nulla. Spesso è un alibi per conservare l’esistente e salvaguardare piccoli poteri. E in fondo la proposta di sistema elettorale di Renzi mi pare un compromesso accettabile.
Resta il nodo rappresentatività/governabilità che riguarda tutti i sistemi elettorali. Diciamo che le democrazie, come ci insegna la storia italiana e quella europea, spesso muoiono non perché sono insufficientemente rappresentative, ma perché non decidono.
C’è anche l’alternativa: non fare nulla e tenersi in eterno le larghe intese. A me questa alternativa non piace.
GT

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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2 risposte a “Grossolanamente sul sistema elettorale” di Giovanni Taurasi

  1. andrea ha detto:

    Condivido ogni parola e aggiungo che l’indignazione e la chiusura vengono da persone che in tutta sincerità cose di cui indignarsi ne hanno fatte a bizzeffe!

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  2. vincenzofarace ha detto:

    completamente d’accordo con quanto spiegato nell’articolo. Temo i vari d’Alema e company!

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