“No al congresso permanente” di Giovanni Taurasi

Intanto io preferisco di gran lunga Berlusconi nella sede del PD che Matteo Renzi ad Arcore. E dunque apprezzo molto il cambio di prospettiva. Giusto discutere, siamo un partito democratico di nome e di fatto, uno dei pochi rimasti e sicuramente il principale, però non comprendo i toni continuamente astiosi e critici nei confronti del segretario da parte di militanti e dirigenti.
Il prossimo congresso in teoria sarà tra tre anni. Che lo si sia votato oppure no, forse è il caso di mettersi l’anima in pace e fare in modo che la frase “anche se non l’ho votato è il mio segretario” non sia soltanto uno slogan, ma un sentimento reale. Giusto che una parte del partito incalzi il segretario se ritiene di doverlo fare. Giusto anche che il partito e il suo segretario incalzino il Governo se è necessario. Ma continuo a leggere commenti che sembrano presentare ancora Renzi come un corpo estraneo al PD, nonostante abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei consensi dei suoi iscritti e la stragrande maggioranza del sostegno dei suoi elettori. Nel 2012 votai Bersani alle primarie, e vidi Renzi sostenerlo in campagna elettorale sino all’ultimo giorno (peraltro proprio a Modena). Si fa così in un partito. Right or wrong it’s my country. Right or wrong it’s my Party. Adesso vorrei vedere un partito che dopo essersi contato al suo interno, cominci a contare di più nel Paese, e sostenga la linea discussa dagli organismi dirigenti e decisa dalla maggioranza e dal suo segretario. Dobbiamo occuparci dei problemi del Paese e non dare l’impressione di pensare ai nostri. Non possiamo essere un partito in congresso permanente.

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Informazioni su QuintoStato

Corro, leggo, scrivo, racconto. Negli anni ho svolto un percorso che ha intrecciato attività politica, professionale, didattica e di ricerca. Laureato nel 1997 in Storia contemporanea a Bologna, ho conseguito successivamente il dottorato in Storia Costituzionale e Amministrativa presso l’ateneo di Pavia e svolto attività di ricerca per l’Università di Modena e Reggio Emilia. Ho pubblicato cinque monografie, curato volumi, mostre e allestimenti museali sulla storia del Novecento e pubblicato una ventina di saggi e articoli su riviste scientifiche e annali di storia contemporanea. Sono autore di spettacoli teatrali e history telling. Sono dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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4 risposte a “No al congresso permanente” di Giovanni Taurasi

  1. andrea ha detto:

    parole sante!!!
    soprattutto quando vedi gente che sputa nel piatto dove ha mangiato fino a pochi istanti prima!

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  2. giuseppe ha detto:

    nella sinistra (sedicente) con quali argomenti di critica radicaleggiante si accompagna il the con pasticcini delle cinque ? Ora il bersaglio è Renzi , della serie “piu’ critico lui, piu’ io appaio essere di una sinistra integerrima”.

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    • andrea ha detto:

      hai perfettamente ragione! il bello è che le critiche vengono da gente che da decenni fa lingua in bocca con l’odiato nemico!

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  3. vincenzofarace ha detto:

    completamente d’accordo!

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