“Per andare dove dobbiamo andare per dove dobbiamo andare. L’Assemblea del PD tra Totò e San Giovanni della Croce” di Giovanni Taurasi

i-fratelli-capone-e-il-vigileHo partecipato come delegato all’insediamento dell’Assemblea Nazionale del PD a Milano che ha proclamato il segretario nazionale del partito Matteo Renzi ed eletto il suo (ottimo) Presidente Gianni Cuperlo e gli organismi dirigenti (Commissione di Garanzia e Direzione). È stata una splendida Assemblea. L’applauso che più ha toccato il cuore dei delegati è stato quello riservato in apertura alle immagini che ricordavano Nelson Mandela. Matteo Renzi ha fatto un ottimo discorso che potete rivedere cliccando qui. Lo condivido al 99%, perché l’unica cosa che non mi è andata giù sono i Negrita. Non potete chiedere ad uno che è cresciuto con gli Smiths di apprezzare questa scelta. Ma per il resto un bellissimo discorso. In questi mesi l’ho ascoltato spesso, ho letto le sue interviste, seguito i suoi interventi in Emilia, letto e presentato la sua mozione nel corso del congresso del PD. Sostanzialmente ieri ha ripetuto molti di quei concetti, a partire dalla presa d’atto che oggi, purtroppo, il PD rappresenta solamente il terzo partito per il mondo del lavoro (lavoratori dipendenti, precari, disoccupati, liberi professionisti, partite IVA, piccoli imprenditori) e un partito di sinistra che non riesce a intercettare il consenso in questi settori sociali e dei giovani – insomma dei settori sociali più vitali – non ha futuro. Eravamo a Milano, ed ho ripensato alla celebre scenetta di Totò e Peppino che si rivolgevano nel capoluogo lombardo al vigile per chiedergli con un dialetto approssimativo, molto approssimativo, “Noi volevamo sapere, per andare dove dobbiamo andare dove dobbiamo andare”. Ecco, credo che molte delle risposte a questa domanda siano arrivate anche dall’Assemblea. In primo luogo dall’intervento del segretario. Molti giornali parlano di una sua ‘svolta a sinistra’. In realtà Renzi non ha fatto altro che ripetere ciò che sta dicendo da mesi, come sanno gli iscritti e gli elettori del PD che lo hanno per questo motivo votato in massa. Ovvero che occorre una sinistra in grado di stare sulla frontiera e non richiudersi in un museo. Altre risposte sono arrivate nei tanti interventi dei delegati meno noti. Quelli che provenivano da tutt’Italia. Gli interventi della pausa pranzo. Quelli a cui assistono in pochi e che nemmeno un giornalista si ferma mai ad ascoltare. Li ho seguiti tutti. Erano giovani che parlavano di lavoro, condizione giovanile, ambiente, Mezzogiorno, impresa, merito e talento, scuola e saperi, cultura, diritti civili. Insomma, era il popolo più vitale della sinistra. Che spiegava dove bisogna andare per andare dove bisogna andare. Che ha ritrovato una speranza. Questo Paese ce la può fare e il suo destino è intrecciato a quello del PD e del suo segretario Matteo Renzi. Non perché lui da solo possa farcela per tutti, ed è il primo a saperlo, ma perché con la sua energia incarna quella speranza di cambiamento che non può essere delusa. Che non possiamo deludere tutti noi.
“Per andare dove dobbiamo andare per dove dobbiamo andare” chiedeva Totò. San Giovanni della Croce molto tempo prima aveva in qualche modo anticipato la risposta dicendo: “Per giungere a ciò che non sai, devi passare per dove non sai”.
Per farlo serve coraggio, speranza e fiducia. Consapevoli della crisi economica, politica e sociale devastante che stiamo attraversando, ieri questi ingredienti c’erano tutti: coraggio, speranza, fiducia.
Adesso occorre mettersi in cammino.
GT

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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Una risposta a “Per andare dove dobbiamo andare per dove dobbiamo andare. L’Assemblea del PD tra Totò e San Giovanni della Croce” di Giovanni Taurasi

  1. vincenzofarace ha detto:

    ——–c’erano speranza, coraggio e fiducia…….di quest’ultima ce ne vuola moltissima se si pensa ai soggetti che sono stati RECUPERATI nella DIREZIONE del partito. Cmq spero anch’io in Matteo e con me la mia famiglia

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