“Il sapore buono del Salamino di Santa Croce e il congresso del PD” di Giovanni Taurasi

lambruscoLa mia analisi del congresso del PD da osservatore e non da sostenitore di uno dei candidati è la seguente:
1) Renzi: partiva sfavorito tra gli iscritti e invece sta raccogliendo la maggioranza.
2) Cuperlo: partiva favorito tra gli iscritti e invece si attesta su numeri simili a quelli di Renzi o al di sotto, e in molti circoli è superato da Civati.
3) Civati: il suo dato tra gli iscritti è certamente una sorpresa, più positivo di quanto ci si aspettasse.
4) Poiché la mozione Renzi e quella di Civati sono quelle che hanno espresso con maggior forza la richiesta di cambiamento, credo che il primo dato politico sia che la base del PD chiede una forte soluzione di continuità e un radicale rinnovamento.
5) L’altro dato politico vero è il bassissimo numero di partecipanti, del resto è calato vertiginosamente il numero di iscritti di un partito che è passato dagli 800mila iscritti del 2009 ai 250mila di oggi. Si parla tanto di partito degli iscritti, ma bisognerà prendere atto che serve una cura da cavallo per invertire la tendenza.
6) Questo dato si può invertire cominciando a trasformare l’8 dicembre in una grande occasione di partecipazione. È interesse di tutti che questo avvenga, nonostante il clima non sia favorevole e alcune dichiarazioni di padri fondatori in questo senso non aiutino certamente. Poi si dovranno trovare nuove modalità di adesione e partecipazione e ripensare il partito in tutte le sue forme di aggregazione e partecipazione.
E adesso una riflessione più locale, ma che vale anche per considerazioni nazionali, da parte di un sostenitore della candidatura di Matteo Renzi.

Con l’11° congresso di circolo del PD di Carpi di ieri sera si è conclusa la parte del congresso degli iscritti sulle 4 mozioni nella mia città. L’ultimo congresso si è tenuto a Santa Croce di Carpi, un test che ha lo stesso valore che gli americani attribuiscono al voto in Ohio, lì si decide l’esito delle elezioni: As Ohio goes, so goes the nation, che potremmo tradurre in As Santa Croce goes, so goes the nation.
Ebbene, l’esito ha visto affermarsi tra gli iscritti la mozione di Matteo Renzi. Il risultato degli 11 circoli carpigiani consegna la vittoria a Renzi tra la base del partito (sul filo di lana, ma per dirla con Catalano, meglio vincere di due voti che perdere di brutto) e quando avrò terminato questo post festeggerò con un bel bicchiere del locale Salamino di Santa Croce, per assaporare meglio la vittoria con un Lambrusco Doc tra i più gustosi in circolazione (facciamo un po’ di marketing delle nostre eccellenze), perché era un esito tutt’altro che scontato.
Come ho detto sempre nel corso dei congressi di circolo, dopo questa fase dedicata agli iscritti ci saranno le primarie dell’8 dicembre, ma soprattutto ci sarà il 9 dicembre, e anche se adesso discutiamo tra noi la cosa più importante è avere un partito unito e forte dopo le primarie, anzi, più unito e più forte se alle primarie parteciperanno milioni di italiani. E lo faremo insieme a tutti i candidati alle primarie, a tutto il partito, a tutti gli elettori del PD. Perchè gli avversari stanno sempre dall’altra parte, mai nello stesso partito!
In questi giorni ho letto con amarezza gli attacchi anche brutali e volgari a chi lo scorso anno ha sostenuto Bersani e adesso sostiene Renzi come segretario. Ho spiegato più volte le mie ragioni e non torno a farlo. Abbiamo perso le elezioni perché non siamo stati percepiti come una forza di cambiamento. Con Renzi segretario del partito lo saremo.
Siamo stati accusati di salire sul carro del vincitore.
Ci è stato detto che Renzi vuole usare il PD per candidarsi a Premier.
Ci hanno accusato di tradire il partito e la sua base.
Ebbene, come dimostrano i fatti, è tutto il contrario. Non è Renzi che ha bisogno del PD, ma è il PD che ha bisogno di una leadership forte e di un partito vincente e pronto a cambiare il Paese per riprendersi dalla sconfitta delle elezioni di febbraio e dal fondo del barile toccato col voto dei 101.
Se ho scelto di sostenere Renzi da questa primavera non è stato certamente per salire sul carro del vincitore, ma perché su quel carro io ci voglio mettere il PD e il suo corpo di iscritti, la ‘ditta’, a cui io tengo molto.
Se mi sono battuto nei congressi a favore della mozione di Renzi è perché voglio che l’esito del congresso tra gli iscritti sia in sintonia con l’esito delle primarie dell’8 dicembre, ovvero col voto dei nostri elettori.
E se questo risultato viene raggiunto, è anche merito di chi adesso sostiene Renzi, e magari l’anno scorso, quando si trattava di scegliere il candidato Premier, aveva scelto Bersani. Altrimenti il risultato che si sta profilando non sarebbe possibile. Vedere che gli iscritti del partito della mia città hanno capito mi ha restituito fiducia e mi ha fatto sentire in piena sintonia con loro. E sono fiducioso che avvenga anche a livello provinciale, regionale e nazionale.
Perchè dobbiamo cambiare verso al PD, che ha toccato il punto più basso della sua giovane storia quest’anno con il voto dei 101, in modo da cambiare verso a un’Italia che produce il 40% di disoccupazione giovanile, e perché l’Italia cambi verso ad un’Europa tecnocratica che non affronta i problemi degli europei, perchè ci vuole più Europa, non meno Europa, ma un’Europa politica e sociale che abbandoni la politica di asuterità per una politica di sviluppo.
E nel salutarvi…STAP… scusate l’onomatopeica… era il rumore del tappo.
Fatemi assaporare il gusto della vittoria.
GT

“Il sapore buono del Salamino di Santa Croce e il congresso del PD” di Giovanni Taurasi

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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