“L’AMACA” di MICHELE SERRA da La Repubblica del 20.10.2013

Due storie e due persone ci aiutano a ritrovare un barlume di fiducia in noi stessi e nella nostra dissestata comunità nazionale. Una è Lea Garofalo, testimone di giustizia uccisa a tradimento nel 2009 dal suo ex compagno mafioso.
Lea ha potuto avere solo ieri, a Milano, con Pisapia e don Ciotti a portare la bara in spalle, funerali degni del suo coraggio. Ma neppure il più potente e ricco dei mafiosi potrà mai avere l’amore e il rispetto della grande folla partecipe, e orgogliosa di lei, che si è stretta attorno a Lea, alla figlia, a tutti quelli che si ribellano all’oppressione dei boss.
L’altro è Silvio Scaglia, il patron di Fastweb che ha affrontato con una serenità e una forza d’animo ammirevoli un anno di insensata reclusione preventiva (prima a San Vittore, poi ai domici-liari) uscendone del tutto discolpato e umanamente indenne (basta sentire il tono delle sue interviste). In entrambi i casi, ovviamente diversissimi, c’è un deficit di giustizia che ferisce la coscienza pubblica, e c’è una risposta individuale limpida e forte. E c’è il lungo silenzio, o quanto meno la palese sottovalutazione, del sistema mediatico, che troppo spesso riesce a rimediare alla solitudine delle vittime, e degli innocenti, solo dopo che le vittime e gli innocenti hanno avuto la forza, in totale solitudine, di resistere all’ingiustizia.

“L’AMACA” di MICHELE SERRA da La Repubblica del 20.10.2013

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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