“La mossa del cavallo” di Massimo Gramellini da La Stampa del 19.10.2013

Visti da lontano dobbiamo fare una certa impressione: un Paese in mutande, e non per metafora, che la sera combatte l’ansia appassionandosi al romanzo sceneggiato di un plutocrate ottantenne (in questi giorni è in cartellone l’acclamata sottotrama saffica, protagoniste una bulgara e una napoletana).
Visti da vicino, anzi da dentro, abbiamo una spiegazione che però non è una giustificazione: il desiderio di distrarsi è tipico dei depressi e la realtà procura tali bordate di angoscia che si preferisce guardare altrove. Persino l’indignazione si esercita meglio, se la si applica a un argomento piccante e grottesco. Provate a sorridere con il ministro del Welfare, che ammette come fra qualche anno potrebbero non esserci più soldi per le pensioni. Provate a ricaricarvi con un governo frigido, che attira il plauso dei potenti stranieri e il magone dei contribuenti italiani.

Il saggio del Quirinale sostiene che il coraggio è cosa diversa dall’incoscienza. Ha ragione. Eppure oggi l’unica alternativa alla scelta perdente tra rimozione e rassegnazione (all’ordinaria amministrazione) consiste nel lasciarsi invadere da un pizzico di follia. Il declino economico rappresenta l’effetto, non la causa, di un declino psicologico che avanza da decenni. Siamo così avviliti che pur di non pensarci ci aggrappiamo ai pettegolezzi d’alcova su un vecchio o ai rimpianti per un passato che non tornerà. Non è più il tempo degli esecutori, questo, ma dei creatori. Alla vita pubblica, forse anche a tante vite private, servirebbe un gesto di rottura, un cambio di abitudini, una mossa del cavallo in grado di restituire significato alla parola futuro.

“La mossa del cavallo” di Massimo Gramellini da La Stampa del 19.10.2013

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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Una risposta a “La mossa del cavallo” di Massimo Gramellini da La Stampa del 19.10.2013

  1. Aldo Pomponi ha detto:

    Massimo è un Genio !!!
    Mi occupo di Innovazione e di consulenza direzionale. Da domani non parlerò più ai miei Clienti di “CONTROLLO DI GESTIONE” ma di “CONTROLLO DI CREAZIONE”. Massimo rispetto per i GESTORI. Sono la base per il funzionamento, una volta che si abbia un funzionamento che produce valore. Qui bisogna cambiare registro e puntare sulla CREAZIONE come dice Massimo. Se è vero che non puoi gestire quello che non misuri, bisogna cominciare a misurare quello che CREIAMO, prendere fiducia e comprendere sopratutto che se la gestione è una e va gestita, la CREAZIONE è fatta di sperimentazioni, ne devi provare 100 per averne una che funziona. Ing. Aldo Pomponi – http://www.AziendaCheFunziona.it

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