“C’è del marcio, ma non è in Danimarca” di Giovanni Taurasi

Adesso Grillo se la prende con Fazio e la casta televisiva (lui che ne ha fatto pure parte). Io in TV guardo quasi esclusivamente film e francamente non mi interessa nulla della trasmissione di Fazio e ancora meno del suo contratto, soprattutto se alla fine, per una legge di mercato, consente alla televisione pubblica, e quindi anche a noi cittadini, di guadagnare soldi facendo al contempo un servizio pubblico di qualità. E poi credo che i problemi siano altri.
Mi chiedo però chi sarà il prossimo obiettivo di Grillo. Ad esempio a me fanno girare un po’ le scatole le milionate di Euro che girano nel mondo del calcio. Così come non sopporto le pensioni d’oro in un momento nel quale milioni di pensionati faticano ad arrivare a fine mese. Potrei tirare fuori anche i soldi spesi dalla RAI per le trasmissioni di Grillo. Ma quelle almeno mi facevano ridere. I suoi commenti di oggi invece mi fanno pena e sono un’arma di distrazione di massa.
Di materiale in giro ce n’è su cui lavorare se si deve identificare un capro espiatorio. In un momento di crisi e difficoltà come quello attuale è anche più facile trovare il nemico. Tutti i movimenti e le organizzazioni che hanno un padrone si reggono su questo modello (era così nel passato, con degenerazioni molto tragiche – e non sto facendo un paragone – ed è così nel presente).
Però c’è qualcuno che pensa che una forza politica che vale(va?) tra il 20% e il 25% dell’elettorato possa reggersi solo su questo e sugli scontrini?
Mesi fa i parlamentari del Movimento 5 Stelle furono messi di fronte alla scelta se essere forza di cambiamento o se congelare in un freezer il loro consenso. Scelsero la seconda opzione, e non si accorsero che la presa elettrica del congelatore era staccata.
Adesso tutti cominciano a sentire la puzza di marcio che esce da quel frigo!
GT

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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2 risposte a “C’è del marcio, ma non è in Danimarca” di Giovanni Taurasi

  1. stefano ha detto:

    Perdona Giovanni, però questa volta il tuo commento, nella parte finale – pecca di superficialità se non di propaganda. In base a quale studio elettorale attribuisci i voti grillini alla sinistra ? Nessuno, perché quelli che sono stati fatti ( Tutti, e Ilvo Diamanti ci ha dedicato anche un bel libro : “Un salto nel voto”) dicono una cosa tutta diversa. Quegli 8.600.000 voti che Grillo ha preso (LUI li ha presi Giovanni, non il Movimento. Su questo siamo tutti d’accordo immagino. Che una delle elette, oggi dissidente, alle amministrative a Taranto, lista Sel credo o forse PD, prese TRE vooti TRE , oggi è in Parlamento ! ) sono di un elettorato dove il sentimento antipolitico è fortissimo (e mal si concilia con la visione partecipativa tipica della gente di sinistra) , dove un terzo alle elezioni precedenti aveva votato per la destra (il25%) o il centro (poco più del 5), un altro terzo costituito da neofiti del voto, astensionisti e/o comunque persone che non si riconoscono nella diarchia sinistra-destra. Quindi solo UN TERZO dell’elettorato pentastellato è composto di gente ascrivibile all’area di sinistra, e oltretutto pochi del PD, molto più radicali, movimentisti. Grillo i voti li ha tolti più alla Lista Ingroia semmai, che infatti se n’è lamentato, che al PD (certo, ne ha presi anche lì).
    Questo Grillo LO SA MOLTO BENE, ed ecco perché non segue la parte più rumorosa del Movimento, che ben sa non corrispondere alla maggioranza che lo ha votato. Quando nel 2010 (la fonte è la stessa) il Movimento esordisce col prima Vaffa Day era , allora sì, seguito da persone di riferimento principalmente “sinistrese”. E i sondaggi lo quotavano al 4-5% dei voti… Non avete “non vinto” per colpa dei grillini Giovanni. Lo dicono i numeri. Certo, è vero che i parlamentari entrati (Grillo vedrai che NON la ripeterà la cazzata delle parlamentarie, dove sono usciti i candidati con i voti di 40.000 persone ! su oltre 8 milioni di voti parliamo di gente scelta dallo 0,5% !!) sono per lo più di area a te gradita. Ma NON sono rappresentativi del loro elettorato. Grillo lo è.
    Può non piacere, però, se si prova a fare una analisi, si tiene conto di ciò che è, non di quello che piace.

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    • QuintoStato ha detto:

      Non è stato proposto loro di fare un Governo di sinistra, ma un Governo di cambiamento, basato su un accordo tra Centrosinistra e parlamentari pentastellati sulla base di alcuni punti precisi!

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