“La prendo per quello che per me è il verso giusto” di Giovanni Taurasi

TesserePDHo apprezzato l’intervento di Renzi a Bari e sono ulteriormente convinto che sia il miglior candidato alla segretaria del PD. Non mi ha sorpreso nell’analisi e nei contenuti, forse perché l’avevo sentito altre volte. Ho apprezzato il fatto che senza retorica abbia messo a nudo molti dei problemi veri del nostro partito, del nostro paese e del nostro continente. E abbia al contempo individuato una modalità per affrontarli e risolverli: insieme. Dando centralità a giovani, insegnanti, lavoratori, precari, disoccupati, immigrati, imprenditori, amministratori… insomma, alle persone, con i loro problemi, le loro inquietudini, le loro speranze, purtroppo sempre più residue.
Ha dimostrato capacità di generare speranza e incarnare voglia di politica e cambiamento. E abbiamo bisogno proprio di questo. Per sconfiggere la rassegnazione.
Al contrario di altri che come me vogliono Renzi segretario, non sono stato un suo sostenitore della prima ora. Non darò perciò lezioni di ‘renzismo’ a nessuno.
Al contrario di altri che come me vogliono Renzi segretario, sono stato un sostenitore della prima ora del PD. Non accetterò perciò lezioni di ‘partitodemocraticismo’ da nessuno.
Adesso, insieme, dobbiamo guardare non da dove veniamo, ma dove vogliamo andare. Per andare avanti. Questo è il verso giusto. Per il PD. Per l’Italia. Per l’Europa!

P.S. A proposito di salire sul carro del vincitore. Io il carro del PD l’ho sempre spinto, da quando è nato. Adesso vorrei che lo guidasse Matteo Renzi e continuerò a spingerlo come e più di prima. Se saremo in molti a farlo, andremo anche più lontano!

GT

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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4 risposte a “La prendo per quello che per me è il verso giusto” di Giovanni Taurasi

  1. Concordo. Ritengo stucchevole la banale contrapposizione fra chi ha seguito Matteo lo scorso anno e chi si è convinto ora. L’importante è la voglia di rendere più forte il PD. Bravo Giovanni

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  2. Valerio Rosso ha detto:

    Lo stile della politica è sempre stato e rimane quello “generalista” basato su slogan e su contesti impressivi. Negli ultimi 20 anni, con Silvio Berlusconi, sono state aggiunte le regole del marketing anglosassone e della PNL da quattro soldi: Renzi a Bari, a mio parere ha fatto tutto ciò con la sua attitudine che sa di finto, il suo palco tondo, la sua scenografia ed il timing perfetto scelto per dare inizio al suo tentativo di essere lui “la persona”. Anche Renzi ha finalmente capito come funziona la pubblicità? Il punto non è, giusto per fare un esempio, dare “centralità ai giovani”. Tutti concordano su queste parole, la destra, la sinistra e il M5S. Il punto è COME lo si vuole fare. Dove si può capire il “COME” di Matteo Renzi?

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  3. stefano ha detto:

    Io ricordo le primarie dello scorso anno, e il ragionamento di Giovanni nello scegliere Bersani piuttosto che Renzi. Le sue, a differenza di altre, erano argomentazioni pacate, dove il sindaco di Firenze non veniva individuato come un “estraneo” al partito, uno non di sinistra, tanto è vero che non ne aveva il pedigree (che vuol dire venire dal PCI, o PDS, o DS ma insomma, da lì ) e piaceva alla Destra (in realtà ai moderati e ai liberali). Nel legittimare Renzi, l’autore di Quinto Stato si è sempre speso per l’unità del PD e ricordo lo spazio dato agli articoli di Europa dove si contestava, con voce flautata, la marginalizzazione (estromissione ?) dell’area liberal/e nel partito operata da Bersani. Insomma, non un antirenziano, pur preferendo la candidatura (poi non fausta, va detto) dell’allora segretario. Pertanto, non vedo nessuna salita sul “carro del vincitore” in questo suo spostamento. Ciò posto, resta la curiosità : perché allora Bersani e oggi non Cuperlo ? Leggendo Taurasi con regolarità, la scelta degli articoli da postare su Quinto Stato, comunque, idea personale ovvio, mi sembra più vicino al candidato (degnissima persona) appoggiato dalla sinistra del partito che non Renzi ( che invece, sempre idea mia, incarna meglio il vero senso della nascita del PD, che voleva essere un superamento , qualcosa di diverso, dell’area di cui Cuperlo è espressione).

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  4. vincenzofarace ha detto:

    Personalmente spero che NESSUNO del PD e sopratutto dei senatori che da vent’anni e oltre occupano posizione di responsabilità nella dirigenza faccia alcunchè di opposizione a che Renzi possa essere il segretario scelto. Ma al riguardo ho “profondi dubbi”che derivano dall’asse Bersani DAlema

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