“Il conto di un ventennio e le armi di distrazione di massa” di Giovanni Taurasi

Dopo Telecom agli spagnoli, presto anche Alitalia finirà ad AirFrance-KLM, ma con un’offerta molto più bassa di quella che Alitalia avrebbe potuto ottenere un lustro fa. Ecco quanto ci è costato il ventennio berlusconiano, di cui cominciamo a pagare il conto salato oggi. E dobbiamo aggiungere tutte le occasioni perdute dal sistema Paese, mentre altrove ci si attrezzava per arginare la crisi e riagganciare la ripresa, si investiva in ricerca e sapere, si puntava sulla produttività, si migliorava il mercato del lavoro e il sistema scolastico, si premiava merito e talento. Adesso agli italiani viene presentato il conto… hai voglia di restituire quintali di IMU per andare pari!
Dicendo di fare l’imprenditore prestato alla politica, aveva detto una cosa vera, anche se la sua dichiarazione andava letta al contrario. Lui è stato un imprenditore che si è ‘preso in prestito’ la politica (e senza pagare nessun interesse, anzi, ricevendone). Nel senso che se ne è appropriato per vent’anni: si è appropriato del Paese, delle istituzioni e delle leve del comando. Adesso ci restituisce tutto, molto più consunto e scassato di prima. Ma la responsabilità non può essere attribuita solo a Berlusconi. Non dobbiamo fare lo stesso errore. Non facciamoci distrarre questa volta dai suoi replicanti digitali o da qualsiasi altra cosa possa spuntare all’improvviso (perché i vuoti in politica vengono sempre riempiti). Ho cominciato a fare politica quando Berlusconi è ‘sceso in campo’ e ho sempre militato nell’altro campo. Ma penso sia troppo facile dargli tutta la colpa. Certo, aveva ed ha una potenza mediatica incredibile (ottenuta anche grazie al fatto che è sempre stato immischiato con la politica, anche quando diceva di essere solo un imprenditore). Ma questo non basta per spiegare un fenomeno che è durato così a lungo. C’è chi lo ha votato per vent’anni, ma c’è anche chi si è fatto distrarre da lui per vent’anni, chi si è isolato lasciandosi sopraffare dall’indignazione e chi, ahimè, non è stato in grado di sconfiggerlo per vent’anni. Ha sempre fatto i suoi interessi (solo i suoi interessi, e questo ormai gli italiani lo hanno capito), ma siamo stati noi (noi come comunità nazionale) che non siamo stati in grado di fare gli interessi del Paese. Noi tutti: sistema politico, sistema delle imprese, sistema bancario, sistema sociale e sindacale, sistema dei media…
Ci siamo distratti (letteralmente) in ‘puttanate’ per vent’anni e adesso ne paghiamo le conseguenze, con responsabilità molto vaste. Siamo un paese senza una politica industriale vittima di un’arma di distrazione di massa.
Quanto tempo abbiamo trascorso a discutere delle becere feste di Arcore, mentre nel resto del mondo magari si discuteva di come rendere più efficiente la macchina dello Stato? Quanto tempo abbiamo impiegato a discutere dei suoi processi, mentre altrove si migliorava il sistema giudiziario? Quante elezioni inutili abbiamo svolto, mentre in altri Paesi si formavano Governi e maggioranze chiare? Quante pagine e ore i giornali e i media hanno impiegato a parlare della sua corte e non di ciò che accadeva nel nostro regno?
E quante energie, anche nel mio partito, abbiamo impegnato per contarci invece di cercare di contare fuori dal partito, facendo emergere le nostre proposte e ciò che ci unisce piuttosto che le nostre differenze? Abbiamo un congresso alle porte per fare questo. Non vediamolo come un problema, ma come un’opportunità per discutere dei problemi veri del Paese e delle possibili soluzioni.

GT

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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2 risposte a “Il conto di un ventennio e le armi di distrazione di massa” di Giovanni Taurasi

  1. vincenzofarace ha detto:

    Vorrei che qualcuno “per onestà intellettuale” ci raccontasse quanto ci è costata l’operazione Telecom/Olivetti, chi l’ha messa in piedi e con quali modalità(acquisizione con scoperti bancari messi poi a carico di Telecom)Chi sono quei politici? A me è costata SOLO la liquidazione di 40 anni di lavoro, tutti i risparmi di una vita.Ma ricordo bene chi l’ha fatta e dove si ritrova adesso, qualcuno, magari il figlio, tra i deputati PD che spara ancora sentenze!

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  2. FeliceCELESTINO ha detto:

    Berlusconi c’entra poco con Telecom ,se non come partecipante al banchetto,ma subito fuggito. E’ stato Prodi nel ’97a iniziare le danze della privatizzazione (ci ricordiamo tutti i cosiddetti “capitani coraggiosi “,o meglio,caporali famelici -Colaninno,Tronchetti-Provera ,Bernabè ),con l’avallo dei partiti ,compreso il suo ,che ora cadono dalle nuvole e chiedono a Letta di riferire in aula .

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