“Una critica bizzarra” di Giovanni Taurasi

Trovo bizzarra una critica alla candidatura di Renzi alla guida del PD. Beninteso, sostenendolo sono consapevole che (come gli altri candidati) anche Renzi presenta dei limiti. Renzi, Cuperlo, Civati, Pittella, Barca sono ottimi dirigenti, ma ciò non implica che si condivida il 100% di ciò che affermano. Sostenere un candidato non vuol dire trasformarlo in un idolo. Ma tra le accuse che si muovono a Renzi ce n’è una che francamente è paradossale.
Ovvero che faccia il segretario per fare il premier. Può darsi che Renzi punti a fare il segretario del PD per fare successivamente il premier. Anzi, ammetto che è probabile (e io credo che in futuro le primarie per il premier saranno tra Renzi e Letta). Tuttavia non mi interessa quali siano le ambizioni di Renzi. Se da segretario del Partito, insieme a tutti noi, rifonderà, rinnoverà e rilancerà il PD, consentendoci in futuro di vincere le elezioni, non avrà fatto il suo interesse, ma il nostro (e io penso quello del Paese). Se realizzando le sue legittime ambizioni realizzerà le aspirazioni dell’intero partito e del Paese tanto meglio. Un motivo in più per sostenerlo, non uno in meno!
GT

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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Una risposta a “Una critica bizzarra” di Giovanni Taurasi

  1. Credo che inevitabilmente si debba tener conto della disponibilità di materia prima in seno al PD. Detto ciò, ritengo che Renzi abbia pieno diritto ad aspirare a quello che aspira; semplicemente dobbiamo rassegnarci che si va solamente a ribasso e non solo perché è il signor Renzi,
    ma perché il convento passa maledettamente poco.

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