“Gossip e doppiezza” di Giovanni Taurasi

Sarà l’estate che invita a questo tipo di servizi giornalistici, ma ieri sono stati pubblicati stralci inediti di un carteggio amoroso tra Togliatti e la Iotti su Repubblica e l’Unità. Sì, lo ammetto, ci sono cascato, non ho resistito e li ho letti.
Del resto, dopo essermi sorbito le intercettazioni tra Berlusconi e la D’Addario sul lettone di Putin, ho pensato che potevo anche provare a capire come la relazione tra il Migliore e la giovane parlamentare reggiana si intrecciasse con la Grande Storia (naturalmente non ci sono paragoni tra le persone citate).
Almeno in questo caso non si commentavano ‘lettoni di Stalin’, e già questo mi ha un po’ sollevato.
Non sono gli aspetti privati che possono cambiare i giudizi storici ed ognuno conserva le sue opinioni in materia. Ho trovato ridicole a questo proposito le ricostruzioni del privato di Mussolini come padre per attenuare le sue responsabilità politiche. Allo stesso modo penso che anche questi aspetti non mutino le considerazioni sul Togliatti a cavallo degli anni Cinquanta. Era un militante del PCI. Aveva una formazione comunista. La stessa formazione che aveva consentito ad una generazione di resistere al fascismo e combatterlo, a costo di enormi sacrifici, permettendo al nostro Paese di riscattarsi dall’onta del regime e riportare la libertà in Europa (grazie naturalmente agli alleati: americani e russi). Ma anche la stessa formazione che teneva legata quella generazione ad un regime totalitario. Il Togliatti di quegli anni era uno ‘stalinista’. Con tutte le differenze e le ragioni di realpolitik che volete, ma era uno stalinista. Fu il primo a spogliarsi di quell’abito quando le condizioni lo consentirono, ma lo indossò e vi si adeguò nel decennio 1943-1953.
Detto questo, dalla lettura di Repubblica emerge un Togliatti che non mi sarei mai immaginato. Struggente e appassionato. Sensibile e dolce.
Però ho anche pensato a ciò che accadeva tutto intorno. Ve lo immaginate Togliatti che tratta con De Gasperi sulla Costituzione, contatta Dimitrov per sapere che posizioni adottare in politica estera, interviene ai congressi di partito e ai comizi, guida un partito che in quella stagione del rigore morale fece la sua bandiera e contemporaneamente gestisce una relazione ‘scandalosa’ e condannata dal Partito? Insomma, la doppiezza togliattiana che ha prodotto tante analisi storiche, in fin dei conti, era anche questa. Intima, prima che politica!
Ma, appunto, che non riguarda il giudizio storico e alla fine della lettura ho avuto l’impressione di sbirciare la storia dal buco della serratura e un po’ me ne vergogno!
GT

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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