“Gli slogan vuoti dei referendari” di PAOLO MARCHESELLI da La Repubblica di Bologna del 24.5.2013

NEGLI accesi dibattiti sul referendum sul finanziamento alle materne paritarie, i promotori della consultazione hanno sempre evitato di entrare nel merito degli effetti concreti della loro iniziativa, rifiutando il confronto sulla validità del sistema integrato bolognese, ancorandosi su vecchie impostazioni ideologiche.
GIÀ nel corso della raccolta delle firme, il loro slogan si richiamava alla incostituzionalità dei contributi comunali alle scuole autonome paritarie invocando l’articolo 33 della Costituzione.
Sono bastati pochi giorni per “smontare” questo riferimento, posto che dagli atti parlamentari risulta chiaro che lo Stato non ha l’obbligo di erogare contributi alle scuole autonome paritarie, ma l’articolo 33 non esclude affatto la possibilità di farlo, come peraltro ha confermato la Corte Costituzionale più volte sollecitata proprio anche dai referendari
bolognesi.
Conseguentemente, nelle ultime settimane la campagna dei referendari si è concentrata prevalentemente sul ritornello «nessun contributo pubblico alle scuole private», facendo finta di ignorare che lo Stato e il Comune di Bologna erogano sostegni finanziari non alle scuole private, ma a quelle paritarie che per effetto della legge dello Stato n° 62/2000 sono considerate pubbliche a tutti gli effetti.
In mancanza di altre argomentazioni i referendari hanno “arruolato” numerosi personaggi di fama nazionale, la maggioranza dei quali non ha potuto entrare nel merito del quesito referendario per la non conoscenza del sistema scolastico
integrato bolognese, limitandosi solo a generiche affermazioni di principio.
Ora i cittadini bolognesi sono chiamati a valutare concretamente i rischi che incombono sul consolidato e efficace sistema scolastico integrato e sulle eventuali conseguenze che potrebbero ricadere sulle famiglie che necessitano del servizio della scuola per l’infanzia, qualora prevalesse l’opzione A.
Infatti, se alle scuole autonome paritarie venissero a mancare i contributi comunali, nel migliore dei casi le famiglie si vedrebbero aumentare le rette, nel peggiore la probabile chiusura di sezioni costringerebbe le famiglie a richiedere il servizio al Comune che a sua volta non sarebbe in grado di assicurarlo per effetto dei vincoli posti dal patto di stabilità.
Deve essere chiaro che il voto alla opzione B è in difesa delle famiglie e dei bambini, del diritto di più scuola per tutti, dell’insopprimibile diritto universale di scelta in campo educativo.
Per questo è importante che i cittadini bolognesi partecipino al voto sostenendo la lettera B, come Bambini, Bologna, Bene comune.
(l’autore è vicepresidente dell’Asp Irides ed ex provveditore agli studi di Bologna)

“Gli slogan vuoti dei referendari” di PAOLO MARCHESELLI da La Repubblica di Bologna del 24.5.2013

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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5 risposte a “Gli slogan vuoti dei referendari” di PAOLO MARCHESELLI da La Repubblica di Bologna del 24.5.2013

  1. felice CELESTINO ha detto:

    Selezionare in pochi giorni due articoli a favore dell’opzione B del referendum di Bologna è legittimo ,ma indicativo della scelta orientata di Giovanni Taurasi ( che magari ha anche ragione ). Ma non sarebbe stato più elegante offrire informazioni dell’altro campo ?

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    • QuintoStato ha detto:

      Caro Felice,
      di elegante questo tempo offre solo cene alle quali io non desidererei essere invitato. Questo blog è orientato (e affiliato a ciò che resta del PD), ed è chiaro che propone una lettura e un’interpretazione. Non è certamente un blog bipartisan e non vuole esserlo!
      GT

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  2. felice CELESTINO ha detto:

    Perchè ?Se fosse ” bipartisan” forse aiuterebbe anche il PD

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    • QuintoStato ha detto:

      No, di bipartisan c’è già un Governo e basta e avanza.
      Sul tema referendum il blog è schierato per votare B.
      Scamarcio, Strada, Daverio e altri si sono schierati per il superamento delle convenzioni con le private paritarie nel referendum bolognese. Mi chiedo però quanti figli o nipoti abbiano che frequentano queste scuole e quanto conoscano del sistema integrato pubblico-privato che permette al sistema educativo emiliano di essere all’avanguardia nel mondo e in grado di dare risposte a tutte le famiglie e ai bambini delle scuole d’infanzia. Oggi la politica ha due problemi: carenza di idee e sovrabbondanza di ideologie!

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  3. albano DUGONI ha detto:

    Il referendum di domani a Bologna rimette al centro il tema del ruolo del privato sociale quale partner strategico ed innovativo di un nuovo modello di welfare.Come più volte abbiamo sostenuto, sembra che questo ruolo ci venga ampiamente riconosciuto nei servizi ai diversamente abili ed agli anziani ,nell’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate,ed in tutte le attività di promozione sociale e di volontariato, mentre incontra forti resistenze nei servizi educativi 0-6.Così ,in stretta sintesi,a Modena nasce la fondazione Cresciamo per evitare l’esternalizzazione di alcuni servizi educativi ed a Bologna si arriva al referendum per togliere i contributi alle scuole paritarie. Ora sarebbe giusto chiedersi dove sono i dati e le statistiche che dimostrano i vantaggi e le differenze in termini di profitto e quant’altro riscontrabili fra un bambino che ha frequentato una scuola dell’infanzia statale ed una paritaria o convenzionata.I migliori tra di noi quelli che ci rendono tutti più ricchi in corpo e spirito,che ci rendono più agiati e che fanno florida la nostra economia e la nostra società civile che contribuiscono alla coesione sociale ,che partecipano .Che asilo hanno frequentato?
    Via di sto passo si potrebberro richiamare tante altre nostre ragioni anche care ai paladini del patto di stabilità. Ma il gioco democratico non è pensare di essere sempre dalla parte della ragione,non è cercare di convincere ad ogni costo chi non la pensa come noi,è soprattutto coglierne le sfide democratiche e partecipare per vincerle.Domani cari cugini bolognesi andate e votate per il finanziamento alle materne paritarie.

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