“Pochi secondi e fu l’inferno: crolli, urla e una ferita nel cuore” di Gianluca Pedrazzi da La Gazzetta di Modena del 20 maggio 2013

Un anno fa la prima potente scossa del terremoto in Emilia. Oggi l’articolo del Giorno è della stampa locale ed è ripreso dal giornale che con maggiore attenzione ha seguito in questo anno il sisma emiliano, la Gazzetta di Modena (clicca qui per lo speciale di oggi). Insieme a questo anche il video racconto di Michele Brambilla per La Stampa.
GT

Alle 4,03 la Bassa viene sconvolta da un sisma di magnitudo 5.9 che ha epicentro nel Ferrarese Case, fabbriche, chiese, monumenti subiscono le prime ferite. Che nove giorni dopo saranno mortali

Quante foto abbiamo in archivio di un anno vissuto pericolosamente? Una montagna. E ognuna porta con sè una storia. C’è la pietra che ti racconta secoli di storia e quella che vale il diario di una famiglia. Le storie dei bisnonni, dei nonni, dei genitori, dei figli e ora anche dei nipoti. C’è la fabbrica crollata che ti descrive sofferenza, coraggio e tenacia di un imprenditore emiliano e modenese doc che ha fatto di questa terra una delle punte di diamante dell’azienda Italia che da questa terra dovrebbe prendere esempio. La porta spesso e volentieri come fiore all’occhiello all’estero e poi la “tradisce” per i disastri della politica – da qualsiasi colore la si guardi – che ha messo al tappeto il paese e ha il “coraggio” di chiedere alla gente emiliana e della Bassa di pagare tutto e di più. Anche se è stata fatta barcollare da un terremoto. Quelle accanto sono solo una briciola del nostro infinito archivio, cresciuto – purtroppo – giorno dopo giorno. Capace di entrare nel cuore di chi lavora in questa redazione. Ferite che si sommano a ferite e che, come voi lettori, ci portiamo e ci porteremo dentro fino all’ultimo giorno di vita. L’inizio. Nel buio alle 4,03 del 20 maggio inizia l’inferno: magnitudo 5.9. Ma è solo l’inizio di ore, giorni, settimane, vissuti in un incubo. Nemmeno un’ora dopo alle 5,02 altra scossa di magnitudo 4.9. Entrambe con epicentro nel ferrarese, che arrivano a tre alle 19,37 con magnitudo 4.5. Nove giorni dopo. Il cuore della terra esplode con epicentro tra Cavezzo, Concordia, Novi e Mirandola. Alle 9 è di magnitudo 5.8. Alle 12,56 è di 5.3, cinque minuti dopo è ancora a 5.1. Poi migliaia di scosse che i tecnici chiamano di assestamento. Il 3 giugno. Alle 21,20 torna l’incubo: con magnitudo 5.1. Quello che nel buio di una tragica alba che si stava avvicinando aveva resistito, verrà spazzato via proprio quella mattina del 29 maggio, in cui tanti cercavano di tornare alla normalità. Riprendere il lavoro, anche se in container trasformati in uffici. Ma intanto la Bassa e i suoi millenari paesi avevano già perso le chiese, gli splendidi castelli restaurati e le torri dell’orologio simbolo (a Finale, San Felice, Novi), centinaia di case, decine di palazzi, capannoni e aziende crollate. E se nella notte del 20 maggio non ci saranno morti nel Modenese è stato solo frutto di un miracolo. Che non si ripeterà nove giorni dopo.

“Pochi secondi e fu l’inferno: crolli, urla e una ferita nel cuore” di Gianluca Pedrazzi da La Gazzetta di Modena del 20 maggio 2013

Annunci

Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
Questa voce è stata pubblicata in / e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.