“Sì allo ius soli temperato” di Albano Dugoni* per il Post del lettore

Il Post del lettore di Albano Dugoni

Un paese che si spopola e non fa figli non interessa a nessuno.

Come ha detto il nostro Presidente della Repubblica non capire la portata del fenomeno migratorio e non darne adeguate risposte in termini di diritti di cittadinanza significa non sapere guardare alla realtà ed al futuro del paese. La realtà è che un paese che si spopola e non fa figli non interessa a nessuno.
In Italia negli ultimi anni,grazie agli immigrati ed ai ricongiungimenti delle loro famiglie almeno l’ indice demografico siamo riusciti a tenerlo in crescita mentre tanti altri sviluppo,istruzione,ricerca,occupazione,legalità,brevetti,infrastrutture,salvaguardia dell’ambiente hanno marcato il passo. Anche il farsi carico della natalità,oltre ai neocatecumenali, è oggi una prerogativa che noi indigeni stiamo delegando alle famiglie di immigrati e basta farsi una passeggiata in ostetricia per rendersene conto.
Da qui si evince che la proposta del Ministro Kyenge per l’introduzione di uno Jus Soli temperato,si fa carico con coraggio e giusta determinazione della realtà e della responsabilità di guardare al futuro del nostro paese.
Certo è che, come tutte le proposte innovative, troverà ancora sulla sua strada ostacoli da rimuovere,strumentalizzazioni dai fatti di cronaca e dai problemi di ordine pubblico, volgari attacchi di faziosi e beceri politicanti che si giudicano da soli. Contro i neoterroristi mediatici, avanti le procure.
Nei fatti la cultura del paese è favorevole. E’ noto che le famiglie italiane, in termini assoluti, sono seconde solo a quelle statunitensi nelle richieste di adozioni di bambini dall’estero. I giovani alfieri che la nostra Nazionale calcistica schiera in attacco lo testimoniano.
A Modena, quando diverse organizzazioni che aderiscono al Forum del terzo settore hanno partecipato, insieme ad altre, alla campagna di raccolta firme Italia Sono Anch’io per la modifica del riconoscimento del diritto di cittadinanza e per l’affermazioni di nuovi diritti politici agli immigrati hanno raccolto in poco tempo più di 6000 firme. Firme che difficilmente saremmo in grado di collocare da una precisa provenienza anagrafica, politica,culturale o religiosa,etc se non in quella di cittadini appartenenti ad una società civile diffusa, solidale e fiduciosa.
Chi compie la scelta di abbandonare il proprio paese e si ricostruisce una vita in uno stato estero,come continuano a fare anche tanti italiani, sa che non troverà strade lastricate d’oro, ma ha la pazienza di aspettare. A maggior ragione oggi in Italia, dove, istituzioni e gran parte della politica e della società civile sono concordi e decisi nel cambiamento.

*Portavoce del Forum Prov. Terzo Settore Modena

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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