“Certezza della pena” di Giovanni Taurasi

Boccassini VS Ghedini per raccontare la vicenda di Ruby e Silvio. Il linguaggio da azzecca-garbugli mi lascia sempre interdetto (e non solo dai pubblici uffici, come richiesto dal Pubblico Ministero). Al bar ho sentito usare termini molto diversi e più concreti per definire la ‘furbizia orientale’ di lei e lui che è ‘l‘utilizzatore finale’ dopo ‘cene eleganti’.
Ma direi che questa volta siamo finalmente di fronte ad un caso nel quale ci sarà la certezza della pena. Tra l’(un)fiction di Mediaset e la requisitoria in diretta del processo su Sky, credo che gli italiani ne provino molta di pena: pena per un anziano patriarca che nell’autunno della sua vita si fa sedurre da una ragazzina; pena per una ragazzina che si fa abbindolare da un uomo di potere e di denaro, che abusa sia del suo potere che del suo denaro; pena per una corte dei miracoli al servizio di un Re nudo; pena per un Paese che è costretto a perdere tempo per vicende così tristi, invece di discutere dei problemi di quei giovani che oggi non hanno nessuna prospettiva di futuro!
Ecco, questa è la certezza della pena!

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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2 risposte a “Certezza della pena” di Giovanni Taurasi

  1. adriano1949 ha detto:

    Coraggio Giovanni, finchè avremo la forza della indignazione ci sarà una speranza per tutti, anche per quelli che sono assopiti.

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  2. Mario Mancini ha detto:

    Io credo che per un giudizio morale sui comportamenti dell’ uomo Berlusconi che riveste cariche pubbliche ed istituzionali, non è necessario attendere la sentenza giudiziale fino all’ultimo grado. Quello che già si sa con certezza credo sia abbondantemente sufficiente per dire che trattasi di soggetto inadeguato (e mi fermo qui) a svolgere un ruolo di rappresentanza politica di una intera Nazione ! Sono altresì convinto che tale “querelle” è possibile solo in Italia e costituisce fattore pretestuoso e strumentale su di un popolo tendenzialmente abituato a dividersi in guelfi e ghibellini … ! MM

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