“Risalire la china” di Giovanni Taurasi

Ho atteso molto tempo per poter sentire un intervento di Matteo Renzi ad un’assemblea di partito. E confesso che non mi era mai piaciuta questa sua latitanza morettiana (mi si nota più se ci vado o se non ci vado…). Ieri mattina ha usato lo stile comunicativo che utilizza anche nelle sue iniziative. Lo avevo ascoltato lo scorso settembre a Modena e in altre occasioni. Mi era piaciuto come comunicatore, ma non mi aveva convinto. Viceversa Bersani non mi era piaciuto, ma mi aveva convinto.
Che Renzi fosse un buon comunicatore credo che lo riconoscano in molti, anche tra coloro che non ne apprezzano i contenuti. Però ad un’assemblea di partito poteva entrare in cortocircuito con il contesto. Invece ha ‘rottamato’ una tradizione oratoria grigia e ripetitiva, a volte una vera e propria liturgia, che appartiene al passato, pur proponendo nei contenuti una lettura della situazione attuale convincente.
Vengo da una tradizione di congressi fatta di documenti chilometrici, relazioni, mozioni… con tutta la nostalgia che ho per lo studio matto e disperatissimo di queste carte, devo ammettere che l’intervento di Renzi ha portato una ventata di freschezza nell’assemblea che non può che far bene al nuovo PD che dobbiamo rifondare.
Ieri il gruppo dirigente del PD ha evitato un altro psicodramma e ha dimostrato di voler risalire la china. I problemi sono ancora tutti lì, ma li affronteremo. Ribadisco che il PD ha bisogno di Renzi e Renzi ha bisogno del PD.
Intanto a Brescia andava in scena un’altra Italia.
C’è anche l’Italia che non urla. Esiste, anche se non si sente. Non è una maggioranza silenziosa, anzi, ogni giorno è l’Italia viva e reale. Non chiede la forca e nemmeno vuole bloccare la giustizia, non fa violenza e non parla di Golpe, non aggredisce né con le parole e nemmeno con le mani. Non impedisce le manifestazioni degli altri e non cerca nemmeno lo scontro con le istituzioni.
C’è, anche se non fa notizia e i giornali non ne parlano, anche se i video non la riprendono, anche se sui social network quest’Italia si limita a guardare i commenti degli altri. A volte ha un’opinione, altre volte è sconcertata. Si sente di sinistra, di destra, di centro o di nessuna di queste categorie. Rispetta le regole, anche quando non le piacciono. Prova spesso nausea per quanto vede intorno a sé, ma non trasforma questo sentimento in rancore. Non tace ma non ringhia. Le interessano di più le soluzioni che le responsabilità. Nutre ancora un briciolo di speranza.
Ecco, è a quest’Italia che la politica dovrebbe rivolgersi. Ed anche il PD.
GT

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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5 risposte a “Risalire la china” di Giovanni Taurasi

  1. vincenzofarace ha detto:

    Epifani …………freschezza?………..cambiamento?……………Vedremo al congresso!Non mollerà la segreteria di sicura, almeno farà di tutto per continuare…………..Ignorare Renzi e tenerlo ai margini è FARSI MALE!

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  2. giuseppe udine ha detto:

    caro Taurasi, belli tutti i tuoi articoli, ma questo mi piace ancor di piu’ nel disegnare quell’ Italia “senza voce”. Noi che siamo coi banchetti nelle piazze la conosciamo; chi è arrivato a posti di responsabilità politica perchè un professore universitario, è molto piu’ difficile che la conosca se non per sentito dire. Cordialmente
    gdelzot@tin.it

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  3. luigi anceschi. ha detto:

    I NOSTRI BISOGNI.Può anche darsi che Renzi abbia bisogno del PD.
    Così come può darsi che il PD abbia bisogno di Renzi.
    Così come l’Italia abbia bisogno di tutti e due.
    Per adesso ed in attesa del soddisfacimento dei sopracitati “bisogni”, il PD ha soddisfatto i ” bisogni” (politici) di Berlusconi e di tutti quelli che :NON-C’ERA-ALTRO-DA FARE-ERA UNA STRADA OBBLIGATA! facendoci un governo assieme.
    L’Italia “vive” dei bisogni di Brlusconi. auguri.

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    • QuintoStato ha detto:

      Gent.mo Luigi
      vedo che continui a replicare commenti analoghi. Io però attendo ancora da parte tua una proposta alternativa, stante il fatto che M5S ha respinto la proposta Bersani del Governo di cambiamento. Il voto col Porcellum per regalare il Parlamento a Berlusconi?

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  4. adriano1949 ha detto:

    Bravo come sempre Giovanni.
    Le tue parole danno corpo alle mie riflessioni.
    Da te mi discosto solo per una cosa: io ho la ferma intenzione di lanciare un messaggio concreto, oltre che esplicito, a quei delegati che hanno espresso una opinione in Direzione e fatto l’opposto in Parlamento.
    Questi omuncoli devono imparare l’arte delle responsabilità e della correttezza.
    Io quest’anno faccio lo sciopero della tessera anche a costo di perdere il diritto di voto al congresso.
    Quando è troppo è troppo.

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