“Di un colore bellissimo” di Enrico Grazioli dalla Gazzetta di Modena del 5 maggio 2013

Brilla, nera e fiera, chiara e limpida, la stella di Cécile Kyenge nei primi giorni del complicato governo Letta. Splende di una luce così particolare che da sola (e sola, per ora) dà il segno di una novità, di una possibile svolta anche in una fase politica così affannosa.
Le sono bastate poche parole, il suo semplice essere così come è per dare speranza da un lato e mettere invece paura a chi il nuovo, il progresso, la civiltà non li vuole mai. La peggio Italia le si è scagliata contro: contro il suo colore, ma anche contro la sua compostezza, la sua preparazione, il suo impegno al servizio di una comunità che fa del rispetto dei diritti le fondamenta per presente e futuro. E anche contro una forza politica, un’area di pensiero per quanto scomposto e a volte contradditorio, che nel momento più travagliato e deludente della sua storia ha saputo cogliere in lei, scegliendola per il Parlamento e poi per il governo, il segno della responsabilità, della passione civile, il meglio di questa Italia immiserita. Vederla e ascoltarla in tv l’altra sera ha stupito molti, quelli che non la conoscevano: non i soliti fiumi di parole vacue e sguaiate di politici e sottogovernanti di ogni parte, ma la pacatezza di chi conosce i problemi, ne ha attraversati e ora vuole che chi vive nel suo Paese abbia le stesse opportunità, riceva lo stesso rispetto da chiunque. Difficile che una stella così non dia fastidio agli occhi già accecati di chi la invita a far visita a una donna stuprata da due congolesi. Perché il problema nella mente sofferente di questa Italia è la provenienza del criminale, il colore della sua pelle, non il crimine su una donna, né la donna vittima del crimine: rimandiamoli a casa, neri e ferini, che le nostre donne se le stupriamo tra di noi fa meno notizia, fa meno male… Coraggio, Cécile: non tornartene mai “a casa”, rimani tra noi perché siamo noi che dobbiamo fare tanta strada. E la tua stella di un colore bellissimo continui a mandare un po’ di luce anche a Modena: che hai scelto anni fa come la tua Italia e che ancora oggi ha bisogno del tuo aiuto per essere all’altezza di quella scelta.

@engraz

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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4 risposte a “Di un colore bellissimo” di Enrico Grazioli dalla Gazzetta di Modena del 5 maggio 2013

  1. adriano1949 ha detto:

    Grazie per aver pubblicato questo splendido inno all’amore “UNIVERSALE” per il prossimo!

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  2. felice CELESTINO ha detto:

    Non facciamoci illusioni :la sua azione sarà costellata di attacchi anche feroci . Dobbiamo confortarla con la nostra presenza e vicinanza . L’Italia oggi è intollerante e cieca .Per contrastare questa deriva ci vuole l’impegno di tutta la parte più sensibile del Paese.

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  3. bruna tardini ha detto:

    ti ringrazio sempre caro Giovanni degli articoli che “scegli”! e che, come dovresti sapere spesso riporto sul mio blog, blog chiara salvini. Curiosità: sei emiliano? Altra razza altra civiltà, io invece sono ligure ligure, ciao, buona giornata e buon lavoro, bruna

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