“L’ovo sodo e lo zucchero a velo” di Giovanni Taurasi

In politica occorre fare attenzione allo zucchero a velo.
Il Governo Letta è un buon esecutivo, nella situazione data ovviamente.
Non è certamente il migliore dei Governi possibili, e tanto meno quello che desideravo, ma è quello a cui ci ha costretto la situazione politica (e un gruppo dirigente nazionale che ha inanellato una serie di errori dopo l’altro).
Però il rospo è ancora in mezzo al gozzo, e a me pare di avere un ovo sodo che non va né su né giù, come nel film di Virzì.
Detto questo, Letta è stato in grado di trovare un equilibrio con forze politiche distanti, proponendo ministri che diano anche un forte segnale di novità. Però mi chiedo perché cedere sui sottosegretari, con alcuni nomi che, francamente, danno l’idea di un arretramento?
Non posso che essere contento per la nomina a viceministri di persone competenti, come Maria Cecilia Guerra, di Lapo Pistelli, di Marco Rossi Doria. Potrei continuare, perché la delegazione PD è ottima (così come quella ministeriale). Ma è facile parlare bene dei miei. In un Governo di responsabilità nazionale (io continuo a chiamarlo così) apprezzo anche sottosegretari distanti e distinti politicamente da me (penso a Galletti o Giorgietti). Però mi chiedo, su alcuni nomi (uno su tutti: Micciché) non si poteva resistere?
Torno allo zucchero a velo, per dire che anche nei dolci fatti con la migliore cura, se si esagera con lo zucchero a velo si rischia di rovinare tutto, come insegnano i buoni chef. Ecco, i sottosegretari possono essere come lo zucchero a velo!
Intanto capisco che non ci sono alternative, ma l’ovo sodo è sempre lì.
GT

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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4 risposte a “L’ovo sodo e lo zucchero a velo” di Giovanni Taurasi

  1. adriano1949 ha detto:

    Prendo per condivise le tue considderazioni: hai trascurato la biancofiore che mi sembra una sgallettata quindicienne sguaiatamente innamorata di b.
    Francamente io in gola, più che un rospo, mi ritrovo una lametta da barba (perdona l’horror).
    Sto meditando di mettere in quarantena per qualche tempo la mia tessera.
    Qualcuno deve percepire, anche fisicamente, che stavolta l’ha fatta fuori dal boccale.
    Capisco che mi sto esprimendo con un linguaggio rozzo e sopra le righe del buon gusto, ma sono davvero arrabbiato, e non mi sta passando. Per niente!

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  2. luigi anceschi ha detto:

    Questo GOVERNO è un uovo di struzzo che neanche con una mastella di alka selzer va’ giù.
    Lo ” equilibrio” con l’ottima delegazione dei sottosegretari distanti e distinti l’ha trovata l’ottimo ( e distinto) Denis Verdini, cioè Verdini Denis ,cioè quello che “contattava” i Razzi e gli Scilipoti . E non è suo fratello ,e’ proprio lui: DENIS VERDINI, quello lì,quello di Silvio. Auguri !

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    • QuintoStato ha detto:

      Caro Luigi,
      come ho chiesto ai nostri comuni amici di SEL però chiedo anche quale sia l’altra soluzione possibile. E non ne vedo. Ecco perché l’uovo resta lì, a metà!

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  3. Maria Luigia Nadali ha detto:

    Ce l’abbiamo in tanti l’ uovo sul gozzo che non va nè su nè giù ……spero solo che il Presidente Letta abbia i nervi saldi e ce la faccia a resistere alle molteplici provocazioni senza mandarli tutti a quel paese.

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