“Come l’ultimo giapponese” di Giovanni Taurasi

Ho trovato sempre un po’ ridicolo ridurre il tema della trasparenza, della democrazia e della partecipazione alla diretta web di un incontro politico. Però ho guardato lo streaming dell’incontro tra Letta e i capigruppo di 5 stelle e consiglio a tutti di farlo, perché emerge veramente la differenza tra chi è consapevole delle emergenze e dei problemi del Paese e degli italiani, e di chi è lì, ancora una volta, solo per dire dei No e lamentare la situazione (indubbiamente grave) nella quale ci troviamo. C’è una pochezza tra gli esponenti grillini che è francamente disarmante.
Ho sempre apprezzato le competenze di Enrico Letta, uno dei migliori dirigenti del PD, ed anche per questo penso che, in una situazione difficilissima, siamo in buone mani.
Se dovessi sintetizzare le due posizioni le riconduco all’’affermazione degli esponenti del Movimento 5 stelle “Lei sa che noi svolgiamo un ruolo da portavoce” e a quella di Letta: “Se ci dovessi arrivare, vi chiederei di ascoltare con spirito di dialogo e di apertura quanto dirò in Parlamento, perché io ho voglia di portare avanti questo spirito”.
Vedremo se i parlamentari pentastellati di fronte allo spirito di dialogo di Letta svolgeranno una funzione di portavoce dei loro elettori (come spero) o faranno solo da portavoce del suo capo.
Il passaggio per il PD è delicatissimo e il Paese sta precipitando nel baratro di una politica inconcludente. Credo che i destini del mio partito e del mio Paese siano legati.
Se per qualcuno la democrazia si riduce a 4677 click sul web mi dispiace, ma la mia idea invece è diversa, ed è fatta di 3 milioni di persone che votano alle primarie, oltre 600 mila iscritti, decine di migliaia di volontari che allestiscono feste in tutta la Penisola, migliaia di amministratori e quadri, milioni di elettori. Persone in carne ed ossa che dedicano la loro vita, il loro tempo e i loro affetti alla politica. Questo è un partito. È il mio partito. Ha un sacco di difetti e problemi. Dobbiamo provare a risolverli. Sono così grossi i problemi che probabilmente dovremo rifondarlo e commettere anche qualche patricidio, perché la rifondazione dovrà produrre anche una rottura generazionale. Ripeto, rifondarlo, non riaffondarlo. Per farlo serve tempo e ingoieremo rospi grossissimi. Il più grosso lo combatto da vent’anni e me lo ritrovo nuovamente di fianco. Ma altre soluzioni non ci sono. Altre strade porterebbero alla definitiva fine del PD. Prima che una sconfitta dei suoi sostenitori (e un tradimento di quel partito in carne ed ossa), sarebbe una sconfitta e un danno per la democrazia italiana.
Fossi anche l’ultimo giapponese, io da quella trincea non mi sposto!
GT

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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2 risposte a “Come l’ultimo giapponese” di Giovanni Taurasi

  1. bruna tardini ha detto:

    GRAZIE GIOVANNI! IO SONO CONTE: NON MI SCHIODO!” BRUNA—TI HO MESSO SUL MIO BLOG, CHIARA SAlvini, ciao!

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  2. vincenzofarace ha detto:

    Aguri sinceri di tutto cuore!Posso permettermi un suggerimento?Cambiare linguaggio, eliminare parole dure(inciucio, impresentabili etc)Ricordarsi che esistono avversari e non nemici con i quali occorre confrontarsi, convincere sulla base delle proprie capacità, intelligenza, esperienza, nel rispetto del pensiero e delle motivazioni oltre che degli interessi dell’antagonista………rinnovo gli auguri perchè sono convinto che l?italia ha bisogno di un forte partito democratico(ma che sia democratico nell’accezione più completa della parola).

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