“Ciao bella, ciao” di Giovanni Taurasi

Questa mattina festeggerò a Carpi l’anniversario della olema2Liberazione leggendo articoli della Costituzione insieme a cittadini, associazioni, volontari, insegnanti, amministratori ed esponenti di partiti, professionisti, lavoratori, disoccupati, imprenditori.
Quest’anno lo farò ricordando anche una persona recentemente scomparsa che la Resistenza l’ha fatta veramente. Si chiamava Olema Righi. La foto di Olema che con orgoglio pedala sulla bicicletta verso il futuro è stata scattata il giorno della Liberazione di Modena e divenne l’immagine della Resistenza modenese.
Di seguito l’articolo che ho pubblicato sul giornale dell’Anpi modenese Resistenza Oggi per ricordarla.
Ciao, bella Olema Ciao!

Il 5 marzo scorso si è spenta a Carpi all’età di 89 anni Olema Righi. Con il nome di battaglia di “Wanda” aveva aderito giovanissima alla Resistenza, svolgendo compiti di staffetta nella brigata “Diavolo” attiva nella Prima zona partigiana dei comuni di Carpi, Novi, Campogalliano e Soliera. In questa porzione di territorio gli scontri tra il movimento partigiano e i tedeschi spalleggiati dai fascisti furono particolarmente aspri e violenti e lasciarono lutti e ferite profonde, ancora oggi rintracciabili nei tanti cippi che nei crocevia di campagna ricordano il sacrificio di partigiani morti per la libertà e il tributo di sangue pagato dalla popolazione. La vasta rete solidale con il movimento partigiano che si sviluppò in queste zone dopo l’8 settembre 1943 consentì alle forze della Resistenza di condurre una vera e propria lotta di popolo senza eguali. E proprio per rompere tale alleanza sociale, fascisti e nazisti non si preoccuparono di colpire anche i civili. Uno dei momenti più drammatici della guerra fu infatti lo scambio dei prigionieri di Limidi del novembre 1944, nel corso del quale si contrapposero le forze partigiane, che avevano catturato 6 militari tedeschi, e le autorità tedesche, che avevano rastrellato oltre un centinaio di civili tra Limidi e Soliera, minacciando di fucilarli se non avessero ottenuto la liberazione dei soldati. Dopo giorni di tensione, la vicenda si concluse per fortuna positivamente. Anche Olema Righi visse quella drammatica esperienza e insieme a 60 ostaggi rastrellati dai tedeschi venne portata all’Accademia di Modena. La rilasciarono dopo una settimana di interrogatori e rientrata a casa apprese dell’uccisione del fratello Sarno, comandante della Brigata “Ivano”. Più che per queste tragiche esperienze personali e famigliari, Olema era però nota ai più per la foto che la ritraeva in bicicletta il giorno della Liberazione a Modena. Quella foto divenne l’immagine simbolo della Resistenza modenese. Ma il suo rapporto con quella fotografia mi è sempre parso controverso. Olema+Righi_1
Non perché non si riconoscesse totalmente nei valori che esprimeva, tutt’altro, Olema aveva sempre rivendicato con orgoglio quella lotta e non mancava mai ai momenti commemorativi, ma sentiva forse un peso per aver assunto suo malgrado il ruolo di icona; d’altra parte per lei, come per tanti protagonisti della Resistenza, era stato fatto, come diceva, “ciò che andava fatto”. Ecco, forse sta proprio in ciò l’eroismo della Resistenza, ovvero nell’aver fatto una scelta così eroica e civile anche con un dose di naturalezza, perché era la scelta da fare, quella giusta, anche a costo del proprio sacrificio. Tra i tanti ricordi di Olema ne conservo uno, che mi è tornato in mente appena ho appreso della sua scomparsa. Nel corso di una chiacchierata sull’attualità, Olema si aprì e mi ricordò l’uccisione del fratello, commuovendosi profondamente e commuovendo anche me. Poi però si è ricomposta immediatamente per proseguire le sue faccende, salutandomi con un sorriso, come faceva sempre.
Era l’immagine della Resistenza modenese, ma chi ha avuto la fortuna di conoscerla, la ricorderà soprattutto per la sua sensibilità umana, la sua gentilezza e il suo timido sorriso, dietro al quale si nascondeva, come per ogni donna protagonista della Resistenza, un passato di sacrifici e dolore, ma anche di speranza ed eroismo civile.
Giovanni Taurasi, Presidente del Consiglio comunale di Carpi

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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3 risposte a “Ciao bella, ciao” di Giovanni Taurasi

  1. Serena D'Arbela ha detto:

    caro Taurasi sì oggi abbiamo biosogno di immagini come quella di Olema per respirare aria pura e darci da fare perchè l’ ossigeno ritorni e l’inquinamento non ci travolga del tutto ! >Abbiamo un debito con i partigiani un grosso debito!

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  2. Paolo ha detto:

    Caro Giovanni oggi ancora una volta ,con commozione e orgoglio insieme ai compagni comunisti e amici del quartiere Centro Crocetta di Torino .dopo aver messo un fiore nelle lapidi .targhe delle case che ricordano i partigiani uccisi dai nazifascisti ci siamo radunati sotto la casa dove per 2 anni dal 1919 al 1921 abitò Antonio Gramsci (gli anni rossi), una corona ,un mazzo di fiori rossi , un breve ricordo storico da parte di un giovane e una breve testimonianza da una compagna ancora giovane nello spirito nonostante le molte primavere sulle spalle
    E alla fine le parole di Bella Ciao che si levano per salutare anche Olema e dante DiNanni e tutte/i le/i ragazze/i che ci dicono ancora Fischia il vento Urla la bufera Resistenza Ora e Sempre
    un abbraccio

    Grazie

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  3. felice CELESTINO ha detto:

    Torno adesso dalla commemorazione dell’eccidio di Cascina Baudina, Berzano di san Pietro -Asti ( nove giovani partigiani e civili trucidati dai nazi-fascisti ).Non c’era molta gente e la cosa mi è dispiaciuta.
    Mi ha commosso la commemorazione di Olema.Resistiamo.

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