“Golpe, golpettini, golpismi” di Giovanni Taurasi

La situazione del mio partito mi sta atterrando. Ma la crisi del PD non è un problema solo dei suoi sostenitori. Comunque la pensiate politicamente, il PD in crisi è un problema per tutto il Paese, perché la soluzione alla crisi politica che attraversiamo, visti i numeri in Parlamento, non può che passare per il PD. Ecco perché sono doppiamente preoccupato, per il mio partito, ma soprattutto per il mio Paese. Un PD debole rappresenta una debolezza per l’intero sistema politico e democratico italiano.
Chi parla di Golpe dovrebbe sapere che nell’Italia del dopoguerra il Golpe non c’è mai stato. C’è stato quello che definirei il golpismo, che è un’altra cosa. Ovvero minacciare il Golpe per condizionare la politica e le istituzioni (ecco cosa fu la strategia della tensione). A volte queste minacce si sono manifestate con le bombe, col terrorismo, con le stragi. E sono state pagate da centinaia di vittime innocenti. A volte queste minacce erano solo buffonate, ma con il medesimo obiettivo di condizionare la politica italiana.
Ma chi ha minacciato il Golpe ieri è stato proprio Grillo. La situazione è drammatica, ma la retro-marcia su Roma non va banalizzata, perché è accaduta la stessa cosa della notte di Tora Tora, con Grillo al posto di Borghese, la piazza al posto dei seguaci dell’ex comandante della X mas (ecco perché si trovavano a loro agio in quella piazza i giovani di Casa Pound), i tweet e i post sui social network al posto delle armi vere e proprie.
Il cosiddetto Golpe Borghese fu forse una buffonata, e anche la retro-marcia su Roma è stata una buffonata. Ma la democrazia la si può uccidere anche con le buffonate!
La situazione del mio partito mi sta atterrando. Ma vorrei dire che La crisi del PD non è un problema solo dei suoi sostenitori. Comunque la pensiate politicamente, il PD in crisi è un problema per tutto il Paese, perchè la soluzione alla crisi politica che attraversiamo, visti i numeri in Parlamento, non può che passare per il PD. Ecco perchè sono doppiamente preoccupato, per il mio partito, ma soprattutto per il mio Paese.
GT

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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6 risposte a “Golpe, golpettini, golpismi” di Giovanni Taurasi

  1. Serena D'Arbela ha detto:

    La crisi del pd è una crisi di uomini che pensano troppo alla loro carriera e non a un progetto ideale e politico. Così malgrado ce ne siano di preparati purtroppo sono più adatti alle aziende che ad una funzione per il bene pubblico. I nuovi venuti forse sono più motivati ma forse privi di cultura politica.

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  2. adriano ha detto:

    Concordo pienamente con il tuo ragionamento Giovanni.
    Io sono un attivista del PD, nella mia esperienza passata ci son o stati 20 anni di militanza nel PSI…
    Ma sono io che non capisco, o è davvero la politica in generale che “è tutta uguale”?.
    Lo so di aver detto una fesseria: la politica non “è tutta uguale”.
    Certo che è dura insistere.
    Sto seriamente valutando l’ipotesi di qualche anno di riflessione.

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  3. Piergiorgio Duca ha detto:

    Non guarderei al dito, perdendo di vista la luna.
    Ciò che di grave è successo non è quello che ha detto o fatto Grillo, quello di grave che è successo si é svolto tutto dentro al PD.
    Il suicidio di un partito, non in quanto non rappresentativo dei suoi elettori ma in quanto non più una risorsa per l’Italia. Infatti di un partito che non sappia seguire, compatto, una linea, giusta o sbagliata che sia per ogni singolo che la giudichi, ma discussa e votata a maggioranza, non si sa proprio che cosa farsene.
    Ha ragione Marini, ha ragione Bersani: il mancato voto a Prodi rende plausibile ogni dubbio circa la sussistenza del PD come partito politico, così come anche il mancato sostegno iniziale a Marini (anche se in quel caso il dissenso almeno si era espresso apertamente).
    Situazione recuperabile ? Molto difficilmente.
    Bruno Trentin, quando fu costretto a firmare un accordo sindacale in cui non credeva, lo firmò e un minuto dopo si dimise.
    Dove sono invece quelli che, sostenendo a parole Prodi, non hanno poi votato per lui ? Purtroppo sono tutti nel PD, facendone un partito di persone che non hanno neppure il coraggio di assumersi la responsabilità della propria azione.
    Comunque la si voglia guardare è una situazione gravissima e pericolosissima per la democrazia.
    Abbiamo tanto parlato male di Scilipoti, Razzi, De Gregorio, ma almeno ci avevano messo la faccia, abbiamo lottato per anni contro la degenerazione della democrazia costituita da Berlusconi e dal PdL per farne, rispettivamente, uno statista ed un partito di responsabili proprio quando l’anomalia avrebbe potuto essere sanata.
    Quindi non fermiamoci a guadare il dito, abbiamo almeno il coraggio di guardare finalmente la luna che ci indica e che, questa volta, non ci piace per niente.

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  4. Paolo ha detto:

    Se tutti sono coastretti a stare dietro a Grillo e a correre dietro alle siniziative del M5S è perchè in questi promo mesi di scena parlamentare ha giocato molto bene ,hai voglia di chiamarlo comico o di fare allarmarsi per il “golpettino furbo” che evoca Il Pd paga per qualcosa che non vuole ammettere , dal PDS al PD ha lasciato per strada le radici che lo tenevano legato alla grande storia dei lavoratori e alla storia di liberazione uscita dalla seconda guerra mondiale .Muore perchè correnti, veleni , in 20 anni sono stati sempre attive , l’incontro con i cattolici divenendo Centrosinistra con o senza trattino ha solo fatto vincere la nuova rappresentanza delle banche, affari e posizioni che hanno portato il partito verso lidi riformisti neanche laburisti ma al socialismo europeo che poi sembra più che altro una sinistra liberale che cerca di recidere quel filo ormai sfilacciato e rinnegato con il PCI .
    Se tutti parlano di GiorgioII a proposito della rielezionediNapolitano una ragione c’e , non capisco quei dirigenti del PD che parlano di vittoria del PD ,per salvarsi il PD ha riesumato Napolitano che fino a qualche giorno fa giurava che nessuno lo avrebbe convinto anche perchè non voleva apparire ridicolo. al PD capita quel che è successo nel 2008 alla sinistra radicale ,una nuova forza di Sinistra se riparte da un partito ridotto così non so cosa sarà , basta sentire il sindaco di Torino che credendo di parlare con un giovane militante tramortito dice che Giorgio è furbo , ci dà il tempo di ricostruire il Pd e poi ci sarà spazio per Rodotà , adesso non si poteva votare perchè marchiato da Grillo.
    Adesso capite perchè si è atterrati , il problema ,e questa è la tragedia , è per il Paese che si ritrova la vittoria di Berlusconi e si torna al governissimo e pure politico , infatti il governo Monti che è concausa della disfatta del PD non ha insegnato nulla .
    Pio arriva per ultima la Bindi e dichiara che la colpa è di aver mandato con le promarie in Parlamento giovani inesperti .Infermiera aiutooo!

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  5. felice CELESTINO ha detto:

    Farsi atterrare dalla situazione del PD o minacciare un golpe sono reazioni emotive a situazioni incomprensibili. Non dimentichiamo però
    che lo stato attuale abbiamo contribuito tutti a crearlo con la nostra complicità,indifferenza,accettazione supina e pigrizia mentale negli ultimi 20 anni.

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  6. stefano ha detto:

    Apprezzo e condivido l’allarme di Giovanni. Non sono del PD, anche se guardavo con favore alla novità di Renzi. Ora un po’ meno. Ma sicuramente che in quell’area si faccia una volta per tutte chiarezza non può che essere un bene, presente e futuro. Dall’altra parte, si è capito che tutto resterà congelato fino al pensionamento politico del leader. E anche questo fa parte dei mali.

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