“Meglio occuparsi che occupare” di Giovanni Taurasi

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In attesa dell’arrivo Mr. Winston Wolf, l’unico ormai in grado di risolvere il problema del Governo, la politica italiana assomiglia sempre più alle scene dei film di Quentin Tarantino, con i partiti che si minacciano l’un l’altro di colpirsi mortalmente… ma i titoli di coda stanno per scorrere!
Nelle minacce reciproche, chi porta la maggiore responsabilità per lo stallo nel quale ci troviamo è Beppe Grillo, che punta allo sfascio per raccogliere i cocci del nostro Paese.
Occupare il Parlamento? A parte le implicazioni democratiche di un’affermazione del genere, si occupano i luoghi che appartengono ad altri o dove decidono altri. Nel biennio rosso 1919/20 gli operai occuparono le fabbriche per ottenere aumenti salariali e riduzione di orario lavorativo.
Nel 1968 gli studenti occuparono le università per ottenere diritto allo studio e autonomia didattica. Negli USA si è sviluppato il movimento Occupy Wall Street che ha individuato nell’occupazione simbolica della sede della borsa americana un modo per denunciare gli abusi e le responsabilità della finanza nella crisi globale.
Ma cosa significa occupare il Parlamento per un Movimento che ha eletto ben 163 parlamentari? È come uno che va al lavoro e dopo aver timbrato il cartellino si limita ad affermare: “Adesso occupo il mio ufficio”. “Guarda che quello è già il tuo ufficio – gli farebbe notare il collega – Forse più che occupare l’ufficio di lavoro, dovresti occuparti del tuo lavoro di ufficio”.
Ecco, i parlamentari 5 stelle, più che occupare il Parlamento, dovrebbero occuparsi del Parlamento, consentire l’avvio della legislatura con la nascita di un Governo, fare proposte di legge (ancore nessuna risulta presentata dai grillini) ed esprimersi sulle proposte degli altri partiti, e non limitarsi a dire no a tutto, perché non si può stare dentro al Palazzo e continuare a prendersela con il Palazzo.

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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5 risposte a “Meglio occuparsi che occupare” di Giovanni Taurasi

  1. Alessandro Rho ha detto:

    Ma quant’è vero!Ma perché mai,continuiamo ad occuparci di quella pseudosponda politichese quando dall’altra,MrBe(AN) e i suoi….:SI STANNO BEN PIU’ CHE ARCHITETTANDO QUALCHE “SORPRESINA” PER…:DISTRUGGERE LO STATO DI DIRITTO NAZIONALE,FICCANDO QUALCHE LUCERTOLA O RAGNO VELENOSO:NEL COLLO DELLE SEGRETARIE PIU’ IN FORME,(CHE GRAN MAIALE L’E’ COSTUI!!), ALLO SCOPO DI VIOLENTARE DEFINITIVAMENTE,LO STESSO ORGANISMO LEGISLATIVO…???MA PORCA PALETTA!Ciao né?S’andrhò

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  2. Serena D'Arbela ha detto:

    Non si sa se trattasi di commedia o dramma!

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  3. toratora ha detto:

    Caro Giovanni, bloccando le commissioni parlamentari di fatto si blocca l’iter legislativo. Il M5S ha ragione a lamentarsi, e’ oggettivo, del resto anche Sel, alleato del Pd, e’ sulla stessa lunghezza d’onda.
    Per recuperare terreno bisogna proporre un cambiamento coi fatti, non denigrare a tutti i costi…

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    • QuintoStato ha detto:

      Caro,
      il tuo è un parere (come il mio), ma l’unica cosa veramente oggettiva (e documentata) è che chi denigra è un movimento/partito che è nato con una manifestazione che si chiamava Vaffa-day e che ogni giorno offende, dichiara che gli avversari politici sono degli zombi e dei morti che camminano e che invoca il bastone!

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  4. toratora ha detto:

    Corretto, ma come dice anche Renzi il M5S non va combattutto su quel terreno, sul quale risulteranno sempre vittoriosi, bensi’ attingendo a quanto di piu’ seducente c’e’ in quel movimento: svecchiamento della politica, abbattimento dei privilegi, immediatezza della comunicazione, analisi delle problematiche basata esclusivamente sull’interesse dei cittadini e non su vecchi schemi ideologici…

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