“Senza Pietà” di Giovanni Taurasi

Pietà
Ha ragione Adriano Sofri nel suo toccante articolo pubblicato da Repubblica il 28 marzo. Con la manifestazione promossa dal sindacato indipendente di polizia davanti al comune di Ferrara è morta la pietà, perché quella manifestazione è stata un’offesa al dolore della famiglia di Federico Aldrovandi. È stata un’offesa al pudore. È stata un’offesa alla giustizia. E le dichiarazioni del sindacalisti di oggi, che chiedono perfino le dimissioni del Ministro Cancellieri, sono ancora più vergognose e inaccettabili.
Quando per la prima volta vidi la Pietà di Michelangelo a San Pietro, fui colpito dal volto della Madonna. Al di là dell’aspetto religioso, in quell’opera è il volto della madre che prova il dolore più profondo e immane a trasmettere il senso della morte di Cristo. Non è il corpo del morto a colpirci, ma l’espressione della madre, che esprime un dolore che non si può lenire e che si rassegna all’impossibilità di cancellarne la memoria.
Guardo e riguardo i due volti, quello della Madonna di Michelangelo e quello della madre di Federico Aldrovandi, e non vedo differenze nella loro espressione, perché non è diverso il loro dolore. E da cattolico, quando domani ricorderò insieme al sacrificio di Gesù anche il dolore di Maria, una parte di me penserà anche a quella madre, in piazza, per ricordare il proprio dolore per la morte violenta del figlio!
GT

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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4 risposte a “Senza Pietà” di Giovanni Taurasi

  1. adriano ha detto:

    Quello che più opprime è il silenzio assordante delle istituzioni.
    Anche del mio partito, il PD.
    Capisco che si sta giocando una partita terribile e che pare destinata a sconfitta, ma il silenzio che ascolto è ancora più terribile.

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  2. casar46 ha detto:

    Viviamo un tempo di vuoto politico e di difficoltà economiche, questo tempo ci mostra anche un rigurgito bestiale dell’intolleranza reazionaria di parte, pronta a disconoscere ogni mezzo legale dell’accertamento della verità.
    Si arriva al baratto oltre che alla manifestazione indecente, si e perso ogni freno inibitore, e non si accetta lo stato delle cose, incontrovertibili!!
    Il momento e delicato e siamo vulnerabili, se un sindacato di polizia rivendica l’innocenza di poliziotti giudicati e condannati.
    Gli anticorpi di una società in crisi si manifestano alla luce del sole, e giunto il momento di rimettere le cose al loro posto.

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    • adriano ha detto:

      Temo cha abbiano imparato dall’apprendista vicepresidente del consiglio “indicato” (non incaricato;-))). Colui che a capo di un manipolo di eroi invase il palazzo di giustizia di Milano per difendere il suo mentore.

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  3. anna maria ha detto:

    Credo che abbiamo smarrito il buon senso e l’umanità.Purtroppo nè l’uno nè l’altro si comprano ,ma si insegnano e si trasmettono

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