“Richiesta di dimissioni” di Massimo Gramellini da La Stampa del 5 marzo 2013

«Prima che degenerasse, il fascismo aveva una dimensione nazionale di comunità attinta a piene mani dal socialismo, un altissimo senso dello Stato e la tutela della famiglia».
Questo Paese senza memoria digerisce ormai qualsiasi oltraggio alla sua storia, ma se un politico di spicco della Casta avesse pronunciato parole simili, dubito che l’avrebbe passata liscia. Nemmeno Berlusconi, per citare un caso limite, si era mai spinto a tanto. I più sarcastici gli avrebbero chiesto in quale giorno, ora e minuto esatto un movimento giunto al potere con la violenza e la sospensione delle libertà fondamentali era degenerato in qualcosa di peggio. I più sensibili sarebbero sobbalzati davanti alla superficialità urticante di certe affermazioni. In particolare la seconda, perché per dire che il fascismo dei gerarchi corrotti e della retorica patriottica ammannita al popolo come una droga aveva «un altissimo senso dello Stato» bisogna avere un altissimo tasso di malafede o, peggio, di ignoranza. E non oso immaginare la reazione di Grillo. Gli avrebbe urlato da tutti i computer: sei morto, sei finito, sei circondato, arrenditi topo di fogna.
Purtroppo il pensiero sopra riportato è opera di Roberta Lombardi, neocapogruppo alla Camera dei Cinquestelle, che lo ha scritto su un blog non più tardi di un mese fa. Conosco tante persone che hanno votato Grillo per dare uno scossone al Palazzo. Ma nella lista degli scossoni desiderati dagli elettori non credo rientrasse l’apologia di fascismo. Perciò sono sicuro che la signora Lombardi presenterà entro stasera le sue scuse, seguite dalle sue dimissioni.

“Richiesta di dimissioni” di Massimo Gramellini da La Stampa del 5 marzo 2013

Annunci

Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
Questa voce è stata pubblicata in / e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

5 risposte a “Richiesta di dimissioni” di Massimo Gramellini da La Stampa del 5 marzo 2013

  1. Serena D'Arbela ha detto:

    In effetti ogni populismo ha qualcosa in comune col fascismo.Questa affermazione della Lombardi è grave.

    Mi piace

  2. Piergiorgio Duca ha detto:

    D’accordo con Massimo Gramellini. Non è raro che capiti: un grazie a lui per quello che dice e per come lo dice. A me pare, poi, che tutto nasca dall’avere derubricato il reato di “apologia di fascismo”. Forse oltre che per il rispetto della legge del 1957 sul conflitto di interessi, è bene mobilitarsi anche per quello della legge 20 Giugno 1952 n. 645, votata per dare attuazione ai relativi articoli della nostra Costituzione. Perchè anche su questo dobbiamo constatare l’esistenza di uno spread ? Mi risulta che in Germania l’apologia di Nazismo sia tuttora considerata reato grave, che può bruciare la carriera di qualsiasi politico.

    Mi piace

  3. francescamanimali ha detto:

    tutto questo grazie agli incoscienti che abbiamo mandato in Parlamento negli scorsi 20anni.

    Mi piace

  4. paolo ha detto:

    Condivido ,non ci possono attenuanti di nessun genere nè culturali ,nè folcloriche dietro le quali si è manifestato il pensiero della signora Lombardi nell’articolo postato nel suo blog per derubricare l’ideologia dei fascisti del terzo millennio di Casapound come particella staccata ,autonoma del fascismo,anzi come l’esistenza negli esuberanti sprangaroli del collante della dimensione di alto senso dello Stato e della famiglia .Era il tempo dell’apertura di Grillo ai militanti di Casapound e la signora voleva dare una mano anzi immettere acqua al mulino del Nè Nè , che ha fatto il pieno con il Non partito,il Non statuto .
    Sono convinto che è riduttivo, sbagliato non tenere conto delle istanze di cui si fa interprete il M5S ma sul fascismo nessuna concessione ,nessuna ambiguità e tollerenza ,tanto meno per la posizione della neo capogruppo , che in pratica dice : questi signori con questi pensieri ci sono ,quindi il fascismo deve avere cittadinanza .
    DIMISSIONI

    Mi piace

  5. adriano burattin ha detto:

    Non sempre approvo le idee di Gramellini ma stavolta è entrato nella Sancta Sanctorum della Democrazia. Il Fascismo è fascismo e basta!
    Pienamente d’accordo su tutto, ma sono certo che non ci saranno nè scuse nè dimissioni. Certi difetti si imparano subito…

    Mi piace

I commenti sono chiusi.