“L’AMACA” di MICHELE SERRA da La Repubblica del 26 febbraio 2013

Ogni mio commento, di pancia o di testa, è il commento di un quasi sessantenne benestante. Che è cresciuto e si è formato nella prima Repubblica, con quei valori (soprattutto l’antifascismo) e quell’idea della democrazia rappresentativa. Penso che la spallata delle Cinque Stelle sia soprattutto una spallata generazionale, di trentenni e quarantenni che non si sentono più rappresentati dall’Italia dei padri (cioè la mia), di ventenni che non hanno niente da perdere e niente da sperare. Non mi piacciono i modi e i toni del loro capo, trovo ripugnanti i “vaffanculo” di massa e mi fa paura chiunque si senta depositario della virtù e indichi tutti gli altri come incapaci o farabutti. Ma credo che l’avanzata travolgente di quell’esercito di sconosciuti fosse inevitabile e fisiologica. E che non sia assolutamente esorcizzabile come “antipolitica”. È politica allo stato puro.
Per anni ci siamo chiesti come mai le nuove generazioni fossero mute. Ora possiamo dirlo un po’ di meno. Hanno parlato, e se lo hanno fatto a modo loro, con mezzi propri, idee proprie, significa che il nostro mondo, come tutti i mondi, comincia a diventare vecchio.
Ps. Spero che Ingroia torni in Guatemala e ci resti per sempre.

“L’AMACA” di MICHELE SERRA da La Repubblica del 26 febbraio 2013

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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5 risposte a “L’AMACA” di MICHELE SERRA da La Repubblica del 26 febbraio 2013

  1. daniela ha detto:

    in guatemala sarebbe meglio ci andasse berlusconi, ce ne fossero di ingroia in italia!!

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  2. stefano ha detto:

    Mi sembra un’analisi parziale, ma nella suo essere circoscritta, corretta. L’augurio per Ingroia lo condivido, ma non per motivi strategici (aver portato via voti) ma sostanziali : l’odiosità della persona.

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  3. argia77 ha detto:

    Michele Serra, solitamente acuto e pungente, mi sembra opaco in questo pezzo dell’amaca. Ingroia alleato in parlamento sarebbe stato superfluo, al Senato è stato inesistente, e se la gente (come me) non avesse votato lui non avrebbe convogliato il proprio voto su un PD scialbo e mai convincente, almeno per chi è di Sinistra. Insomma, la pratica di “E’ colpa degli altri” andrebbe rivista, alla lunga stanca. Guardarsi allo specchio sarebbe un inizio e i biglietti di solo andata aumenterebbero a dismisura. Opinione politica personale.

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  4. paolo ha detto:

    Ecco qua devo dire che finalmente leggo quello che mancava,dopola campagna pre voto quella post votazione .
    Apparentemente autocritica rispetto alle generazioni che si ribellano ai padri , e questo è un bene ,ma tanta ipocrita tanto scoperta nel tentativo di dividere ,separare , tanto tardiva nel riconoscere le ragioni della protesta .
    Poi c’è un altro aspetto non vero , dimostrabile e da chiunque verificabile se solo ci si alza dall’amaca e si fa un giro in città e nelle valli , i 40 enni, 50 enni , i 60enni e ancora oltre che hanno votato il M5S sono una grandissima parte degli elettori (valle di Susa per esempio )
    Certo adesso c’è l’esigenza del richiamo alla responsabilità ,ma non scherziamo
    Si contino i voti persi , non si dia la colpa a Ingroia ,fare questo è una misura umana e polititica molto misera , . Ingroia non ha rubato nulla , i voti presi da Rivoluzione Civile non sarebbero mai andati allo smacchiatore .
    P.S.
    spero che i padri dell’antifascismo vengano in sogno a chi pensa di mandare in Guatemala uno dei pochi partigiani della Costituzione e gli diano un ripasso dei valori

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  5. francescamanimali ha detto:

    imperdibile. ogni santo giorno.

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