“Che fare?” di Giovanni Taurasi

Dopo il motu proprio di Giorgio Napolitano finirà così: governo di programma a guida Bersani (in politichese significa su una serie di punti precisi) per verificare se tra i parlamentari del Movimento 5 Stelle ‘uno vale uno’ (e ognuno vota effettivamente in basa ai provvedimenti proposti e non in base alla linea imposta da Grillo), cercando anche il sostegno dei centristi (senza scambi, ma sempre su singole proposte). Il mio senso di responsabilità però ha un limite invalicabile, ed è il cancello di Arcore. Tutto per salvare il Paese tranne che il governissimo con Berlusconi, perché così l’affosseremmo definitivamente (…il Paese).
Si cerchi il sostegno per singole proposte in Parlamento tra gli eletti di Grillo e degli altri parlamentari con un’agenda che metta in primo piano economia, moralità, lotta alla corruzione, riduzione delle spese per la politica.
E se non funzionerà si tornerà a votare in autunno. Il candidato Premier del centrosinistra sappiamo già chi sarà in questo caso (Matteo Renzi), ma anche il programma dovrà focalizzarsi di nuovo solo su quei 4 punti. Questa però è la subordinata, perché in tal caso vorrà dire che passeremo l’estate a ballare il sirtaki (in senso geopolitico)… e non è la prospettiva migliore!
GT

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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9 risposte a “Che fare?” di Giovanni Taurasi

  1. adriano ha detto:

    Concordo su tutta la linea.
    Unica obiezione: niente Sirtaki, al limite un Flamenco…

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  2. tiziano ha detto:

    Assieme al popolo delle primarie dobbiamo decidere cosa fare oggi. O trovare punti di convergenza con i grillini o tornare al voto con un candidato di forte cambiamento.No a inciuci con il Pdl, sarebbe la nostra fine!

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  3. paolo ha detto:

    Ricordo solo una cosa durante il semestre bianco deve esserci un governo ,
    sparisce lo smacchiatore si ritorna alla trielina ,intanto proveranno a cambiare la gestione dela lavanderia , risultato ? Una foto ancora più sgranata di quella di oggi , e se provassero a capire che hanno perso voti a milioni e non perchè gli elettori non hanno colto l’affidabilità di chi propone l’Italia Giusta, se provassero a capire perchè era meglio votare quando è andato via l’uomo che promette di restituire l’IMU , se provassero a capire cosa sta dietro il fatto del voto a valanga per M5S in Valle di Susa , se provassero a capire come mai dopo gli scandali il cav. risorge in Sicilia , e tiene nel Piemonte 2 e sembra profilarsi la vittoria alle regionali per Maron in Lombardia .
    Lasciamo stare le alchimie ,responsabilità è fare una politica di sinistra ,senza avere l’illusione che destra ,sinistra non esistono più , fateci caso lo slogan del cav .più gettonato è stato quello del “chi non salta è …….” Sorpresa non Monti ma comunista ,qualcosa di cui il Pd si vergogna ,guarda un pò

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  4. stefano ha detto:

    Dunque, si potrebbe approfittare dell’attuale risultato per provare a fare qualche riforma istituzionale condivisa , quelle di cui si parla da sempre, e in particolare l’anno appena trascorso, vale a dire 1) riduzione dei parlamentari 2) via il bicameralismo perfetto 3) Poteri all’esecutivo almeno simili a quelli dei governatori delle regioni 4) riforma della legge elettorale, con comunque l’introduzione di una soglia per far scattare il premio di maggioranza ( la governabilità va conciliata con la rappresentatività ) 5) riforma del titolo quinto della Costituzione correggendo l’attuale regolamentazione dei poteri tra Stato e Regione….In questo senso, non vedo perché , trattandosi di riforme generali, debba essere aprioristicamente esclusa una forza che rappresenta tanti italiani quanti la coalizione di sinistra. Viceversa, pensare di governare come fece Prodi nel 2006 in una situazione 1000 volte peggiore, allora elemosinando il voto dei senatori a vita, stavolta quello dei grillini, mi pare folle. Come lo fu il tentativo prodiano.

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    • adriano ha detto:

      L’analisi è corretta, le proposte sicuramente condivisibili.
      Manca solo una cosa: i voti necessari ad approvarle!
      Perchè mai te li dovrebbero regalare?
      Quindi le devi contrattare. E’ il ruolo della politica…

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  5. Piergiorgio Duca ha detto:

    D’accordo su tutto. L’unica risposta a Berlusconi che chiede governabilità, è chiedergli la prova di volerlo effettivamente: si dimetta dal Senato, si autosospenda dal partito e pensi ai suoi processi. In un paese normale. credibile, governabile, il proscioglimento di un politico dai capi di imputazione non si ottiene dai voti del popolo nè dalle presctrizioni ma dalle sentenze dei tribunali, di primo grado, se favorevoli. Quanto a Grillo si tratta di far rilevare che chi è eletto esercita la sua funzione senza vincoli di mandato. Bersani sarà capace di usare parole di verità, in una situazione drammatica del paese, evitando populismi e stucchevoli metafore, indicando una chiara via d’uscita sulla quale chiedere, se si continua da parte di altri ad anteporre all’interesse del paese il proprio tornaconto personale, l’espressione di un nuovo voto ?

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  6. toratora ha detto:

    Tornare al voto prima possibile con Renzi candidato premier…qualsiasi altra soluzione e’ oggettivamente impraticabile (alleanza con M5S o compravendita di senatori grillini) e/o improponibile (inciucione)…

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  7. Piergiorgio Duca ha detto:

    Adriano. D’accordo sul ruolo della politica: trovare compromessi ragionevoli fra interessi ed opinioni contrastanti. Ma perchè non immaginare che lo scambio, anzichè in prebende, bonus, escort, privilegi, denaro sonante, possa avvenire sulla base di valori immateriali ma reali, di cui si è perso il senso ma sicuramente erano presenti ai padri costituenti, come si dice, quali “il senso di lavoro ben svolto”, il “rispetto di se stessi”, la motivazione a “partecipare a qualcosa di importante per il bene comune”, il prestigio che si acquisisce e lìorgoglio che si sente quando si può dire “io c’ero ed ho dato il mio contributo dalla parte giusta” in un momento storico straordinario ? Non facciamoci precludere perfino l’orizzonte da chi in questi anni ha voluto e saputo costringere la politica entro il recinto in cui si allevano i maiali abituandoli a condividere solo il truogolo.

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    • adriano burattin ha detto:

      Piergiorgio, non ci conosciamo e questo ti giustifica.
      Tuttavia temo che tu viva in mondo tremendo se è questo il genere di politici che amministra il tuo Paese.
      Per quel che riguarda me, le cose stanno esattamente nel modo che ilustri tu e che sottoscrivo in toto: la POLITICA è quella roba lì.
      Il resto è solo usurpazione.
      Ciao

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