“I riformisti votano PD” dalla Redazione di Qualcosa di Riformista

Il 24 febbraio si apriranno le urne per permettere ai cittadini italiani di scegliere chi li dovrà rappresentare nelle istituzioni e dare un mandato politico ad un governo che darà vita ad una maggioranza stabile e solida e – ci auguriamo – di centrosinistra. Una maggioranza che possa governare l’Italia in questo fragile passaggio, in questi anni di crisi che sono ancora davanti a noi e che, nonostante il provvido intervento del Governo tecnico di Mario Monti, non sono ancora stati superati.

Siamo di nuovo qua, noi di qdR, per esprimere con forza il nostro sostegno alla coalizione “Italia bene comune”, la coalizione che ha come perno quel Partito Democratico che abbiamo contribuito a fondare e che con la nostra dialettica interna abbiamo provato a rendere più grande, capace di rappresentare e dialogare con tutta l’Italia. Un dialogo, il nostro, affilato ed invadente, come il nostro desiderio di futuro e di felicità, non solo per noi, o per gli elettori che condivideranno le nostre scelte, ma per tutti coloro che potranno dirsi cittadini Italiani e Europei.

E tuttavia, sebbene ad oggi il Partito Democratico e la coalizione di cui è guida ci viene raccontata da sondaggi e dagli analisti come la più quotata per vincere le elezioni alla Camera dei Deputati, non vogliamo distogliere lo sguardo dagli ostacoli evidenti che abbiamo di fronte: il rischio di perdere la possibilità di vincere, in autonomia, con un programma politico chiaro e articolato. Una mancata maggioranza da parte del centrosinistra avvierebbe un processo di allargamento della maggioranza politica, una maggioranza che diverrebbe immediatamente non votata dagli elettori e con contraddizioni politiche evidenti.

Non possiamo dimenticare che sebbene l’attuale legge elettorale (l’odiato porcellum) garantirà automaticamente una maggioranza solida alla Camera dei deputati, probabilmente assisteremo all’assegnazione di un premio elettorale di circa il 20% per seggi guadagnati in termini relativi e ad una ancora maggiore scollatura in termini di voti assoluti rispetto alle elezioni del 2008 (che pure avevamo perso); una crisi della rappresentanza che non può e non deve essere ignorata, ma che auspichiamo non porti a scelte che rinneghino lo schema bipolare.

L’esito della formazione delle liste elettorali tramite il meccanismo di primarie realizzato dalla segreteria politica del Partito Democratico ci aveva convinto ad avviare una seria fase di riflessione sui modi e gli spazi di battaglia politica all’interno del campo dei democratici, un campo che potrebbe vedere in parlamento ridursi il numero di deputati e senatori che rappresentano le istanze del nostro manifesto fondativo. Un dato che sentiamo ancora più grave oggi in un Parlamento che ha ancora più bisogno dei riformisti, in un’Italia che ha profondamente bisogno dei Riformisti.

E se la nostra riflessione non può dirsi conclusa non possiamo tirarci indietro ora che come possibile esito delle elezioni si fa concreta la cancellazione dei risultati ottenuti in questi venti anni, anni che non hanno solo significato “Berlusconismo” ma anche i Governi dell’Ulivo e del bipolarismo come della costruzione del PD. Dovremo continuare a pensare, cercando lo spazio per riflessioni lunghe che altri sembrano aver perso, e delle quali noi tuttavia sentiamo maggiormente bisogno.

Per questo il 24 e 25 febbraio esprimeremo il nostro voto per il Partito Democratico, per questo voteremo per un governo che abbia a guida il vincitore delle primarie Pierluigi Bersani, per questo non abbiamo mai smesso di sostenere il PD, che resta per noi ancora l’ipotesi più riformista tra quelle in campo e sulla realizzazione di questa ipotesi vigileremo, continuando a dire qualcosa di Riformista.

“I riformisti votano PD” dalla Redazione di Qualcosa di Riformista
http://www.qdrmagazine.it

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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