“L’AMACA” di MICHELE SERRA da La Repubblica del 14 febbraio 2013

Non ci vogliono strumenti di precisione, basta una stadera da mercato ortofrutticolo per scoprire che il peso del malaffare politico pende decisamente verso destra. Il potere forzaleghista lombardo e in specie quello formigoniano, per fare solo un esempio macroscopico, annaspano nelle carte giudiziarie. Eppure dire che la disonestà non è spalmata in modo uniforme sull’intero arco politico è diventata un’impresa impossibile. La vulgata populista ripete che “i politici sono tutti ugua-li”, pialla ogni differenza, ingoia nel suo gorgo di risentimento ogni cifra, ogni analisi, ogni dato della realtà. È, questa genericità ringhiosa, il successo più evidente del nuovo populismo. Poggia su fondamenta antiche: la diffidenza per il potere qualunque sia, l’antistatalismo, l’attribuire a chi fa politica solamente scopi ignobili e ingordigia. È una genericità che, per sua natura, nuoce ai migliori e giova ai peggiori, perché confonde lo sguardo e occulta la realtà. Ha perfettamente ragione Saviano quando dice che la frase “sono tutti uguali” è un’arma micidiale contro gli onesti, e l’alibi più efficace per i disonesti.

“L’AMACA” di MICHELE SERRA da La Repubblica del 14 febbraio 2013

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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Una risposta a “L’AMACA” di MICHELE SERRA da La Repubblica del 14 febbraio 2013

  1. stefanoturchetti ha detto:

    Terreno molto scivoloso quello in cui si è avventurato Serra….tra indagati e rinviati a giudizio il PD conta credo oltre cento iscritti…Era una casistica uscita quando nell’occhio del ciclone c’erano Penati e quelli di Sesto San Giovanni, e c’era chi si prese la briga di andare a spulciare quanti sospettati c’erano nella sinistra. Non credo che la Lega arrivi a quei numeri, anche perché ovviamente la quantità degli amministratori è diversa…Più spesso, in quei casi, quelli che riguardano il PD, la “giustificazione” che si legge è che l’assunzione di somme è finalizzata – come ai tempi di tangentopoli – a motivi politici, di finanziamento del partito, cose così, e NON ad arricchimento personale. A parte che non è sempre vero (si è visto recentemente a Roma come il giochetto di gonfiare i rimborsi spese, e includendo di tutto in quelle liste, non fosse prerogativa del solo Fiorito ) , ma poi resta una condotta illecita, oltretutto in un contesto dove, grazie ai rimborsi elettorali (che tali non sono perché assai più generosi delle spese sostenute dai partiti) , le casse sono spesso piene di soldi e non si comprende la necessità di rimpinguarle…Poi c’è un altro problema : l’affidabilità dei giudici. Istituzione che negli anni 60 era considerata dai cittadini , insieme al Capo dello Stato e ai Carabinieri, tra le uniche veramente affidabili, e che ha conosciuto una crisi dirompente di credibilità iniziata con Magistratura Democratica ( e quindi la teorizzazione della politicità della giustizia e di chi l’amministra ) , proseguita col pentitismo (caso Tortora in primis), poi Tangentopoli e via via fino ai giorni nostri, con i ricorsi sempre più frequenti alla Corte Costituzionale per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato….Prima la questione delle intercettazione del Capo dello Stato, oggi l’Ilva. Il termine “giustizia a orologeria”, ormai stucchevole luogo comune, è vero che è stato coniato dalla destra, ma è di uso ormai trasversale, a seconda di chi tocca. Quindi c’è anche un problema GIUDICI grande come una casa. Insomma, caro Serra, stavolta hanno ragione i cittadini : se Sparta piange, Atene non ha proprio nulla da ridere….

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