“L’AMACA” di MICHELE SERRA da La Repubblica del 9 febbraio 2013

Non era meglio la vecchia lotta di classe, piuttosto che il rancoroso e fragile borbottìo che ne ha preso il posto? Parlo della stonatissima polemica contro la figlia di Pietro Ichino, che ha il torto di lavorare (pensate che scandaloso privilegio!) in una casa editrice. La vecchia cultura di classe, piuttosto che sollevare sgradevoli e inutili casi personali, avrebbe messo l’accento sul vantaggio culturale e sociale che deriva dall’appartenenza alla borghesia urbana: vedi don Milani e la sua celebre considerazione sul padrone che è tale perché conosce più parole dell’operaio. Non faceva nome e cognome del padrone, don Milani. Parlava in generale perché voleva parlare di tutti e voleva parlare a tutti. Forse che questo rendeva meno forte, meno preciso il suo pensiero?
Pensare politicamente vuol dire capire (o cercare di capire) la struttura della società e provare poi a cambiarla, non certo regolare conti personali. La polemica contro i “figli di”, con nomi e cognomi a volte congrui a volte del tutto ingiustificati, puzza di agitazione populista, non di ragionamento politico.

“L’AMACA” di MICHELE SERRA da La Repubblica del 9 febbraio 2013

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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3 risposte a “L’AMACA” di MICHELE SERRA da La Repubblica del 9 febbraio 2013

  1. adriano ha detto:

    Purtroppo il ’68 è finito da troppo tempo.
    Il pregevole ragionamento etico di Michele dimostra quanto il mondo si è allontanato da quella rivoluzione ideale e culturale.
    La generazione che ha saputo imporre un modo diverso di concepire la vita, non è riuscita a creare eredi in grado di sostenerla.

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  2. stefano ha detto:

    Bravo Serra !

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  3. paolo ha detto:

    Già brutta storia ,un segno del degrado e dell’imbarbarimento dei nostri tempi ,un tempo si diceva “la colpa dei figli non ricada sui padri” da un po si ricorre al “la colpa dei padri non ricada sui figli” al netto di cosa viene considerata “colpa” .
    Lasciando per la su strada questa deriva da non alimentare e mantenere sotto il calore del sole , il punto è la lotta di classe , non c’è più? Chi l’ha abbandonata e perchè? .Ricorderei a Michele che il padrone continua a farla tutti i giorni instancabilmente ,così come i loro complici e alleati ,consapevoli e inconsapevoli.
    La “vecchia” lotta di classe non è scomparsa , diciamo che viene presentata come questione di ordine pubblico , come invidia pr i ricchi, i benestanti o strumento di pochi estremisti che si chiudono in miniera ,assaltano il cielo salendo su torri e campanili .
    Come residuato di forme ormai desuete per la concordia concertativa dei sindacati e dei partiti della tradizione classista di sinistra , epigoni pericolosi”manovrati” disperati ,di chi occupava case sfitte e fabbriche che scappano .Lotta di classe per difendere la salute ,la scuola , i beni comuni .Se neanche è stata vista ,bhè allora ha ragione Serra la lotta di classe non c’è più ,c’è Marchionne e c’è Ichino (padre) e la colpa cade sull’incolpevole figlia di Ichino .
    Gli intellettuali, i politici , i giornalisti hanno qualche colpa ? Se ce l’hanno si faccia di tutto perchè non ricada sui figli .Tanto sui figli di operai la colpa si è ormai depositata e sedimentata da tempo ,e qualcuno fugge via all’estero per sgrollarla ..

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