“Alle urne non scambiamo dadaumpa e dadaismo” di Umberto Mosso dalla rubrica delle Lettere di Repubblica dell’8 febbraio 2013

LE elezioni non sono un sondaggio di opinione sulla base del quale misurare quanto la propria sia condivisa o disapprovata. Si vota per decidere chi governerà la nostra vita nei prossimi anni, chi orienterà il futuro dei nostri figli. L’opinione, dunque, è il requisito per scegliere, ma l’obiettivo della scelta non è semplicemente esprimerla. Questo si può fare in tanti modi, viceversa per eleggere il Parlamento ci sono solo le elezioni. Si tratta di decidere se, nella gerarchia delle cose che si fanno esercitando questo diritto costituzionale, viene prima la scelta politica, finalizzata ad un risultato che si vuole ottenere, o la manifestazione di un’opinione. Oggi il voto di appartenenza è un residuato postbellico, oppure è dettato da legami spesso poco commendevoli. Sento dire che il così detto “voto utile” costituirebbe una imbalsamazione del passato. Mi sembra che sia esattamente il contrario, votare oggi per appartenenza è come leggere il presente con gli occhi del passato, come confondere il dadaumpa col dadaismo. I sondaggi possono fornire una dritta a chi voglia tentare di dare un “voto decisivo”. Cercherò di far prevalere chi, tra quanti hanno reali possibilità di governare, si avvicina di più alle mie idee. Se sta per piovere esci con l’ombrello, anche se avresti preferito correre su un prato assolato. Trovo davvero “inutile”, anzi dannoso, il contrario.

“Alle urne non scambiamo dadaumpa e dadaismo” di Umberto Mosso dalla rubrica delle Lettere di Repubblica dell’8 febbraio 2013

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Informazioni su QuintoStato

Corro, leggo, scrivo, racconto. Negli anni ho svolto un percorso che ha intrecciato attività politica, professionale, didattica e di ricerca. Laureato nel 1997 in Storia contemporanea a Bologna, ho conseguito successivamente il dottorato in Storia Costituzionale e Amministrativa presso l’ateneo di Pavia e svolto attività di ricerca per l’Università di Modena e Reggio Emilia. Ho pubblicato cinque monografie, curato volumi, mostre e allestimenti museali sulla storia del Novecento e pubblicato una ventina di saggi e articoli su riviste scientifiche e annali di storia contemporanea. Sono autore di spettacoli teatrali e history telling. Sono dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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Una risposta a “Alle urne non scambiamo dadaumpa e dadaismo” di Umberto Mosso dalla rubrica delle Lettere di Repubblica dell’8 febbraio 2013

  1. Serena D'Arbela ha detto:

    Sì alla fine mi sembra che si debba avere come obbiettivo con una legge elettorale deprecabile come quella presente un dato numerico,quanto serve per arrivare al risultato prescelto.

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