“Quando la memoria è presente” di Giovanni Taurasi


giorno_memoria_dentroQuando hanno preso gli ebrei,
ho taciuto
non ero certo un ebreo;
Quando hanno preso i dissidenti
ho taciuto
non ero certo un dissidente;
Quando in Russia hanno approvato una legge omofobica
ho taciuto
non ero certo un omosessuale;
Quando hanno sparato sulla popolazione e i bambini in Siria
ho taciuto
non ero certo un siriano;
Quando hanno detto che l’antifascismo non ci compete
ho taciuto
non c’era certamente più il fascismo;
Quando hanno progettato di stuprare una ragazza ebrea
ho taciuto
non ero certo una ragazza ebrea;
Quando hanno negato loro il diritto alla cittadinanza
ho taciuto
i loro diritti non mi riguardavano;
Quando l’Ungheria si trasformava in uno Stato autoritario
ho taciuto
non ero certo un ungherese;
Quando hanno incendiato un campo Rom in Italia,
ho taciuto
non ero certo un Rom;
Quando nel mio Paese hanno aggredito un gay
ho taciuto
non ero certo omosessuale;
Quando hanno vietato un luogo dove pregare
ho taciuto
non appartenevo certamente a quella religione;

Quando la loro rabbia e il loro odio si è sfogato anche contro di me,
ho smesso di tacere, ho protestato e chiesto aiuto,
ma non c’era più nessuno che potesse sentirmi e difendermi.

GT, Giorno della memoria, liberamente ispirata a Martin Niemöller e Bertold Brecht

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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2 risposte a “Quando la memoria è presente” di Giovanni Taurasi

  1. Oscar ha detto:

    Gentile Giovanni condivido le tue passioni.
    Credo che questo sentimento si chiami compassione o commozione

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  2. Andrea garagnani ha detto:

    Grazie!
    C’è un enorme bisogno di parole come queste che facciano esplodere le nostre coscienze ormai completamente anestetizzate

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