“Quel nemico che vive dentro” di ALDO CAZZULLO dal Corriere della Sera del 15 dicembre 2012

La Superpotenza Vulnerabile di fronte al Nemico Interno

Puoi avere basi militari negli angoli opposti del pianeta, alle Filippine e nel Golfo Persico, in Giappone e in Germania, a Incirlik e a Vicenza; ma non potrai mai controllare il nemico che è in te.
Puoi dotarti delle armi e degli strumenti di controllo più sofisticati, solcare i cieli su aerei senza pilota, sorvegliare il mondo dallo spazio, tenere un piede financo nella tana dell’avversario, a Guantanamo, e riempirla di terroristi catturati in ogni angolo della Terra; ma non potrai guardarti dall’avversario interno, né sterilizzare il germe di follia e autodistruzione che mette radici nel tuo stesso popolo.
L’America si scopre più insicura che mai, in un momento cruciale della sua storia. Il massacro del Connecticut è l’ennesimo, il più cruento, il più crudele di una catena ormai lunga e sempre più serrata. La strage più celebre, quella al liceo di Columbine, è finita al cinema, grazie al film di Michael Moore (Bowling for Columbine). In un cinema era avvenuta l’ultima carneficina, alla prima di Batman, nel luglio scorso: l’incubo che si realizza, un assassino che si fa chiamare Joker. Stavolta l’assassino è entrato in una scuola elementare, ha colpito i più piccoli, gli indifesi. In passato, era un allievo che si accaniva sui suoi coetanei: quest’anno è successo in California, alla Oykos University (sei morti), e in Ohio, nella caffetteria della Chardon High School (tre vittime); negli anni scorsi era accaduto per due volte alla Virginia Tech (34 uccisi). Ieri un giovane di vent’anni ha aperto il fuoco su sua mamma, maestra, e su decine di bambini. Finora, compagni uccisi da altri compagni; oggi l’America, come Crono, il Tempo, arriva a divorare i suoi figli, ad uccidere la propria madre. E non è accaduto in una landa desertificata dal declino postindustriale, o in un ghetto urbano, ma in un istituto modello del Connecticut, l’America delle prime colonie, una terra caratterizzata fin dal ‘700 dalla libertà e dalla tolleranza.
Lo choc arriva in un momento in cui la storia americana pareva imboccare una direzione nuova. La rielezione di Obama — apparso ieri particolarmente scosso, come presidente e come padre — e la conferma della maggioranza repubblicana al Congresso avevano creato un clima diverso, quasi di solidarietà nazionale. Gli elettori avevano di fatto costretto i due grandi partiti a collaborare. Ora il dolore può cementare questo spirito nuovo. Ma può anche riaprire antiche ferite, rinfocolare scontri tradizionali. La campagna contro la proliferazione delle armi trarrà nuova forza. La questione delle pene — non tanto la pena capitale, quanto la legge in vigore dai tempi di Clinton che prevede l’ergastolo alla terza condanna — tornerà nella discussione pubblica. Ma nessun divieto, nessuna deterrenza, nessuna vigilanza riuscirà a dissipare la paura della violenza e il sentimento di insicurezza che oggi percorre la più grande potenza del pianeta. Perché nessuno può illuminare l’ombra che porta dentro di sé.

“Quel nemico che vive dentro” di ALDO CAZZULLO dal Corriere della Sera del 15 dicembre 2012

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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