“L’AMACA” di MICHELE SERRA da La Repubblica del 7 dicembre 2012

Il coretto delle miss, ancora invaghite del loro vecchio impresario; il “boia chi molla” di qualche scudiero dismesso che sogna di essere richiamato alle armi; qualche applauso sul web, dove per la legge dei grandi numeri un “evviva!” tocca anche all’ultimo dei mediocri; l’appoggio (per contratto) dell’unico giornale di destra che gli è rimasto ciecamente fedele per la sola, umiliante ragione che è suo.
Per il resto, l’autocandidatura di Berlusconi, stridula e anacronistica, cade sul centrodestra italiano come un macigno. È la mano del morto che afferra i vivi, e a parte i prezzolati, gli incauti, i fanatici del personaggio, non c’è italiano di destra che non veda l’accanimento ottuso con il quale l’ex capo, ex fondatore, ex premier, ex tutto sta sfasciando la loro casa comune. A sinistra si dovrebbe gongolare, tanto evidente è il vantaggio che avrebbe Bersani se dovesse affrontare una mummia politica di tale fatta. Invece viene malinconia per l’immeritato, ultimo sbrego che questo pessimo leader, e pessimo italiano, ha voluto infliggere agli amici, agli avversari, a un paese intero e al suo già esile tentativo di meritarsi un futuro.

“L’AMACA” di MICHELE SERRA da La Repubblica del 7 dicembre 2012

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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4 risposte a “L’AMACA” di MICHELE SERRA da La Repubblica del 7 dicembre 2012

  1. adriano ha detto:

    Nemmeno un grande della satira come Michele riesce più a ridere di cotanto squallore…
    E’ tutto dire.

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  2. Felice CELESTINO ha detto:

    Sembra intenzionato a provare tutto,anche l’amaro senso della sconfitta. E’ masochismo ,ma sarà accontentato.

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  3. Ennio Scaldaferri ha detto:

    Con il vostro ottimismo mi rassicurate, ma temo che non sarà semplice ed ho paura. Non di lui. Degli Italiani…

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  4. Felice CELESTINO ha detto:

    Mi correggo :non è masochismo ,è invece più semplice e più sottile.
    Molti si sono accorti che il PDL si sta dissolvendo ,alle elezioni niente potrebbe evitare una caduta verticale ,se non un’annullamento ,di questo partito e della destra. Niente.
    Piuttosto che un simile scenario ,si può scegliere qualunque alternativa ,per esempio ,proporre a Berlusconi di fare l’agnello sacrificale : presentarsi come candidato premier per raccogliere tutti i voti possibili e ridimensionare così la sconfitta .Molti elettori
    ( vecchiette con la dentiera nuova, veline,beneficiati vari….)pronti a votare per l’uomo della provvidenza senza farsi troppe domande,nè guardare troppo per il sottile.
    Pensare ( e inorridire) che Alfano e Cicchitto siano così ingenui o ciechi da non capire l’assurdo della decisione di candidare Berlusconi premier rappresenta un atto di presunzione che potrebbe costare caro.

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