“Tra amarezza e speranza, anche io tra i 128 mila perchè guidavo un camper” di Giovanni Taurasi

IscrizioneBersani è stato rassicurante e ha dimostrato competenza e autorevolezza in politica estera ed interna nel confronto in TV con Renzi, e il Sindaco di Firenze è stato molto bravo e con notevoli doti comunicative, dimostrando di rappresentare una risorsa per il centrosinistra. È stato un bel derby delle idee e continuo a pensare che insieme facciano una coppia straordinaria. Lo confesso, all’inizio la candidatura di Renzi mi aveva molto allettato. Mi piacciono le sue idee, e ci ritrovo un pezzo significativo del discorso del Lingotto. L’altra parte è più riconducibile alle proposte di Bersani. Ho provato nostalgia per il Lingotto e quella dimensione che teneva assieme radicalità e riformismo, valori tradizionali e innovazione, solidarietà e libertà. Però questi due giorni di polemica sulle regole hanno rafforzato in me l’idea che c’è veramente bisogno di una svolta a 180° rispetto al ventennio berlusconiano. In stile, valori, moralità, contenuti, costi della politica e in termini di rinnovamento. Di fronte alla crisi che stiamo attraversando non è più il tempo delle visite ad Arcore e dei trucchetti mediatici, delle promesse irrealizzabili e dei mailbombing … voterò Bersani, con maggiore convinzione di prima!
Non mi considero della vecchia guardia perché da vent’anni mi batto per un centrosinistra riformista al Governo. Non mi sento casta perché faccio l’amministratore in un comune per 800 Euro al mese. Non mi sento apparato perché domenica sarò al seggio a lavorare per la buona riuscita delle primarie e quest’estate come sempre a fare il volontario alle feste del partito. Non credo di dover essere rottamato perché trascorro la maggior parte delle sere in riunioni politiche, sacrificando i miei interessi e i legami famigliari e amicali. Non mi sento un servo sciocco perché penso che la più bella combinazione di otto lettere al mondo sia quella che forma la parola “politica”.
Bè insomma, volevo aggiungere questo alle tante parole spese in questi giorni, usando il linguaggio della franchezza. Perchè per me quella parola, politica, resta una cosa bella e importante.
Per questa ragione sono molto amareggiato e arrabbiato.
Alle ore 16,30 di venerdì con una mail fittizia mi sono iscritto al sito creato dalla Fondazione che sostiene Renzi, dicendo che la motivazione per cui non ero andato a votare al primo turno era che “Guidavo il camper di Renzi” (le immagini sono relative allo scambio di e-mail). Naturalmente io ero prescritto, avevo votato domenica 25 e tornerò a votare domenica 2 dicembre, come da regolamento (e non ritengo giusto che le regole vengano violate: chi ha mandato una mail, vera o fasulla come la mia, non può iscriversi a partita in corso e pretendere di votare). Alle ore 21,17 ricevo una mail sull’indirizzo fittizio che mi dice: “lei è uno dei 128.733 cittadini che attraverso il sito http://www.domenicavoto.it ha espresso la volontà di partecipare a questa occasione di rinnovamento dell’Italia…per paura, e solo per paura, alcuni coordinamenti provinciali vogliono bloccare le iscrizioni, ma è un suo diritto partecipare al ballottaggio”.
risposta
Domenica è stata una festa di democrazia. Vorrei che il ballottaggio lo fosse allo stesso modo e sono sorpreso che qualcuno voglia rovinarla, perché è una festa che appartiene a tutti Noi. Domenica vedremo cosa pensa il popolo delle primarie del centrosinistra dei due candidati. A me interessa il parere di quella gente, perché è la mia gente e mi adeguerò.
Però mi chiedo se si possa affidare la guida del Paese ad uno che ha organizzato una cosa del genere? Se non sia un metodo che appartiene ad una stagione che vogliamo lasciarci alle spalle?
Si, io voglio rinnovarla l’Italia, e domenica 2 dicembre non sarò a ‘guidare il Camper di Renzi’. Così potrò tornare a votare al ballottaggio delle primarie e votare convintamene Bersani!
GT

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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4 risposte a “Tra amarezza e speranza, anche io tra i 128 mila perchè guidavo un camper” di Giovanni Taurasi

  1. adriano ha detto:

    Caro Giovanni, l’unica mia dissonanza rispetto a questo nobilissimo documento è anagrafica (io veleggio verso i 64…).
    Per il resto mi trovo nella stessa tua identica situazione politica ed emotiva.
    Ho contestato anch’io il volantino-mail che mi è stato recapitato dai supporter di Renzi. Ho contestato l’adombrare scorrettezze procedurali nella attuazione del voto, ho contestato la vanificazione del mio (nostro) lavoro di tessitura di un partito che si accinge a rimettere assieme quello che resta del nostro amato Paese. Mi hanno risposto scusandosi e dicendomi che, se lo chiedevo, mi avrebbero cancellato dalla mail list….
    Ma dico io! Siamo già alle correnti? Siamo precipitati nella prima repubblica?
    Ho risposto mandando loro l’elenco di una trentina di persone che hanno votato Bersani, li ho invitati a scrivergli e spiegare i motivi per cui dovrebbero votare Renzi. Spero abbiano capito che non temo il confronto dialettico.
    Per ora mi concentro sulla imminente campagna elettorale di primavera, ma questa storia al congresso verrà fuori.
    Deve venire fuori! Mi correggo: deve ANDARE fuori!
    Non serve all’Italia, non serve al PD, non serve a me!
    Tanto per restare nella scala di valori indicata da Bersani.

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  2. Ennio Scaldaferri ha detto:

    Mi piace quanto Giovanni ci dice con semplicità e naturalezza. Ho letto poco fa che anche Laura Puppato ha lanciato un appello pro-Bersani e penso che sia una buona cosa dato com’è andato in Veneto iul primo turno (abito a TV: non ridete, lo so che c’è Gentilini, una volta, tanti anni fa, quando dicevo che stavo a TV, mi guardavano con invidia – non tutti, ma qualcuno sì – perché c’era il Giudice Stiz…!).
    Anche io ho guardato con curiosità a Renzi. Ma quel rottamare mi è sempre stato indigesto. Rottamazione non è innovazione. Questa è ”tradizione” nel senso di “tradire”, trasportare il vecchio nel nuovo, così conservando e innovando. Un po’ come il ciclo della qualità: osservo ciò che succede, ciò che faccio raccogliendo i dati, trovo ciò che non va, correggo, riprovo, osservo di nuovo e così via. Rinnovo quindi in un ciclo virtuoso.
    Ho avuto una rara opportunità questa estate. Renzi ha fatto, in anticipo e in anteprima, un giro in Lucania in agosto ed è venuto a parlare proprio nel mio paesino di origine (Latronico) dove trascorro l’estate. Potete immaginare la folla. Però niente riflettori, niente TV né giornalisti. Libero di sproloquiare a piacere, tanto c’erano solo “paesani” da sbalordire. Ha rottamato per una ora e mezza. Nulla che non sapessi. Fatto il polverone… uno aspetta la costruzione, che so, cosa pensa del mercato, delle banche, dei nostri imprenditori, della scuola, dell’aborto, del fine vita, delle staminali, dei “Quiriti” (oddio, questo è troppo, visto che Repubblica non aveva ancora scritto…), insomma di come deve essere la società secondo Renzi. Nulla. D’altronde oramai era tardi e doveva andar via… Capirete, no? Poi ho confrontatato con Vendola e Bersani e mi è bastato.
    Qualcuno gli ha buttato là: “e gli anziani, li rottamiamo?”. Ed ecco il pensiero renziano in proposito: “… gli anziani, per carità, no, hanno una funzione importante, assistono i nipoti, gli altri anziani, c’è bisogno di loro…”.
    Lo avrei strozzato. Io ho 70 anni ed ho un nipotino. Per stare con lui rinuncio a qualsiasi altro impegno, tale è la gioia che provo. Se il contesto familiare lo richiede faccio il badante più che volentieri. Ma la mia funzione è un’altra, vale a dire accompagnare nella crescita mio nipote partecipando alla sua educazione dal punto di vista del nonno, che ha funzione educatrice del tutto diversa da quella dei genitori. Come il raccontargli, creare memoria del passato, riallacciare. “…Nonno vediamo insieme un cartone?” o “che cartoni vedevi tu da piccolo?” “… sai non c’erano i cartoni allora..” “però perché non mi racconti allora di quando eri piccolo…?” e così via.
    Capito Renzi?
    Ma c’è di più. Io sono medico. Ho oramai un professionalità più che matura. Continuo ad aggiornarmi. Oggi sono stato tutto giorno ad un convegno (ma avevo già letto tutto). Ho messo le mie conoscenze a disposizione: ho fatto una serie di conferenze alle scuola, alla popolazione nella materia di mia competenza. Ho aperto un blog (senza pubblicità) per una informazione puntuale e aggiornata. Esercito anche, e fare una visita ora è un esercizio con un diverso sapore rispetto a quando ero costretto nella Istituzione ad un ritmo frenetico. La visita è uno scambio. E’ approfondimento. Bene. Al momento della pensionamento avevo proposto al mio Direttore di fare da Tutor nel mia specialità ai medici di famiglia o ai giovani medici. Affiancarli. Ovviamente per qualche ora e in determinate situazioni. O selezionare la letteratura, preparare corsi di aggiornamento. Bello, ma inattuabile. Così con il pensionamento noi buttiamo a mare professionalità che potrebbero ancora esser impiegate più che utilmente, riconvertite. Il medico come l’artigiano, come l’agricoltore o il giornalista o il fabbro. Pensate a questa immensa ricchezza rappresentata da conoscenza e professionalità che si butta via quando potrebbe essere ancora utile. Per chi voglia, è aggiornato e in grado.
    Ma forse questo sarebbe troppo per tutti…
    Grazie per l’eventuale ospitalità.

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  3. Michele Scarrone ha detto:

    Giovanni, questa volta hai toppato. Grazie all’ottusitá di un apparato preoccupato solo di perdere, il 93% delle richieste di registrazione è stato bocciato e, se c’era qualche verificatore/provocatore (vedi tu in quale categoria metterti), doveva essere individuato ed escluso. Ma crederai mica che ci sono state oltre 100.000 bufale, tipo Nando Dalla Chiesa?

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    • QuintoStato ha detto:

      Michele, non concordo. E penso che Renzi sia stato penalizzato anche da questa vicenda. La cosa più imbarazzante oggi al seggio era spiegare a coloro che avevano ricevuto questa mail che era una mail fasulla. Certo che gran parte dei 100mila non erano provocatori o verificatori come me, ma le regole non si cambiano a metà del primo tempo. Su questo ha ragione Bersani! Tra l’altro in Emilia Romagna ad esempio se stiamo ai numeri hanno resentato la richiesta di votare al ballottaggio fuori tempo massimo appena il 3% di coloro che si erano regolarmente preiscritti la settimana precedente. L’accettazione in massa del mailbombing sarebbe stato irrispettoso per il 97% degli elettori regolari!

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