“NON HANNO CAPITO” di ENRICO GRAZIOLI da La Gazzetta di Modena del 18 novembre 2012

No, non ce la sta facendo l’Emilia a convincere il governo che chi si è visto distruggere azienda e lavoro dalla furia del terremoto merita un trattamento fiscale diverso rispetto ai provvedimenti spot concessi col braccino cortissimo dai tecnici di Palazzo Chigi. Le urla e i fischi levatisi nei giorni scorsi dalla convention delle categorie produttive modenesi non sono nuovissimi: ne aveva dovuti ascoltare anche il presidente Napolitano in giugno durante la visita a Mirandola. Possono non essere il modo più urbano di esprimere la propria sofferenza e certo lo sciopero delle tasse è una provocazione, che fa anche a pugni con il senso di responsabilità che questo territorio ha sempre dimostrato nei fatti: ma dell’aplomb e della prudenza calcolata e calcolante con cui ministri e sottoministri fin dai giorni delle scosse infinite si sono approcciati al nostro terremoto davvero non se ne può più. Non hanno capito, questa è la verità. Non hanno capito che la ricostruzione qui era un’occasione per l’intero Paese di dimostrare la capacità di ripartire e creare nuova speranza di futuro; che aiutare l’Emilia era un investimento e non un’elemosina. Chi ha ricominciato lo ha fatto finora con le proprie residue forze, stremate ogni giorno di più da una battaglia per dimostrare ciò che è lampante: che è un’offesa l’Imu su case distrutte, che l’Irpef quando non c’è reddito è un assurdo, che non ci si può indebitare per versare allo Stato ciò che è davvero difficile pensare sia dovuto in queste condizioni. “Noi abbiamo finito”, ha detto in sostanza il governo liquidando venerdì l’ultimo decreto sull’accesso ai finanziamenti per far fronte ai balzelli. E se è così, non è un lieto fine. Resta la comprovata differenza di trattamento rispetto ad altre Italie ferite in passato; resta il senso di una fiducia tradita, proprio quando un’intera comunità aveva dato il massimo, e anche di più, per fare prima ancora di chiedere. Si potrà andare o non andare a Roma a protestare (attenti, però, che magari piove da un ministero qualche lacrimogeno tecnico…), ma rimarrà la sensazione che per trattarci così ci voleva davvero un gran bel #coraggio…. Complimenti.
@engraz

“NON HANNO CAPITO” di ENRICO GRAZIOLI da La Gazzetta di Modena del 18 novembre 2012

Annunci

Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
Questa voce è stata pubblicata in / e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

5 risposte a “NON HANNO CAPITO” di ENRICO GRAZIOLI da La Gazzetta di Modena del 18 novembre 2012

  1. adriano ha detto:

    Questo, e troppi altri esempi, è la dimostrazione della differenza che passa tra un cronista ed un poeta, tra un fante ed un condottiero, tra un grigio travet ed un artigiano.
    La politica è una scienza nobilissima messa alla gogna a causa del comportamento disonesto di una banda di grassatori che si sono infilati nelle fessure dell’apparato democratico.
    Un congrega di disonesti che si sono appoggiati sulla distrazione della massa che, in ultima analisi, è la causa prima di questo disastro!
    Dalle mie parti si dice che è “inutile chiudere la stalla quando i buoi sono scappati”…

    Mi piace

  2. Serena D'Arbela ha detto:

    Questo abbandono dei terremotati è inaudito e corrobora la sensazione che chi ci rimette sono sempre i poveri e gli onesti mentre i ricchi e potenti la fanno quais sempre franca almeno che non intervenga una rivoluzione.Questo danneggia l’idea della democrazia!

    Mi piace

  3. Annamaria Loschi ha detto:

    Davvero un articolo completo, nei fatti e nei sentimenti. Complimenti (non ironici, ovviamente)

    Mi piace

  4. paolo ha detto:

    Difficile non concordare , d’altronde monti l’ha ribadito , non abbiamo fatto tutto quello che andava fatto, mi spiace per le famiglie ,ma, l’unico modo che vediamo per salvare l’Italia e uscire dalla palude è quello che abbiamo fatto .
    Se poi si vuole capire di più è sufficiente andare a vedere i personaggi che indicano in Monti come capo della Terza Repubblica ,non ci rimane che cantare la canzone di Battiato :Pvera Patria ,
    (a proposito mi pare che si è caricato sulle spalle un non gradevole compito ,diventando assessore alla cultura della Regione Sicilia-Auguri)

    Mi piace

  5. Nightmax ha detto:

    Si può essere d’accordo e anche in misura variabile, ma cerchiamo di evitare assurdità come “Irpef quando non c’è reddito”, che è un vero ossimoro. Quanto alla differenza di trattamento, ci sta, ma visto quali misfatti furono compiuti, sarebbe chiedere un livellamento verso il basso. Poi, non da ultimo, le disgrazie capitano quando capitano, anche (come questa volta) in periodi di vacche magre.

    Mi piace

I commenti sono chiusi.