“Le Primarie in carne ed ossa” di Giovanni Taurasi

Le primarie del centrosinistra, ancora di più che una sana competizione tra candidati, si stanno rivelando una grande prova di democrazia reale e una straordinaria occasione di partecipazione in un momento di profondo scollamento della società dalla politica. A differenza di chi le sta scimmiottando a destra, e di chi le sta mimando sul web (prima o poi Grillo e Casaleggio ci spiegheranno come stanno scegliendo i loro candidati al Parlamento e alla premiership? Non dicevano che uno vale uno?), le Primarie del centrosinistra del 25 novembre sono primarie vere, con milioni di persone che si presenteranno ai seggi per esprimere la loro preferenza e con candidati che si sfidano realmente.
Preiscriversi è semplice e si può fare anche sul web. Si sono registrati online in 70 mila a sabato. Basta cliccare sul sito http://www.primarieitaliabenecomune.it/ dove si trovano tutte le istruzioni.
Non ho condiviso la polemica sulle regole. Proprio il fatto che si tratta di una competizione vera, rende necessarie quel minimo di regole (condivise) per dare certezza a tutti che, una volta aperte le urne, se gli scostamenti non saranno rilevanti, nessuno potrà mettere in dubbio il risultato. Immaginatevi cosa potrebbe accadere di fronte ad un risultato che vede prevalere di poco un candidato su un altro, in un quadro nel quale le regole non sono certe. Usciamo da un ventennio che ha calpestato e piegato ogni regola per mano di Berlusconi, ma la democrazia senza regole muore.
Un ringraziamento a tutti i candidati, che hanno contribuito a rendere questa sfida vera (anche a Renzi, che ha certamente vivacizzato la competizione). E un ringraziamento particolare al segretario Bersani, che con coraggio ha accettato la sfida e ha lavorato per cambiare lo Statuto, consentendo anche al Sindaco di Firenze (e alla Puppato) di partecipare alle primarie, poiché precedentemente lo statuto prevedeva la candidabilità del solo segretario nazionale del partito.
Vivremo due settimane di scontri tra i candidati, anche aspri, come accade sempre in occasioni di primarie, ma poi saremo tutti uniti per sostenere il candidato che ha prevalso e il centrosinistra. Chi non ricorda le tensioni tra Obama e Hillary Rodham Clinton o quelli in Francia tra Hollande e la Aubry? Ci si divide nelle primarie, per essere uniti, e più forti e coesi, nelle secondarie. Chi vincerà le Primarie? Nonostante tutto ciò che si dice, io penso che in fondo non sia così dirimente, perché nel centrosinistra e nel PD in particolare non c’è mai stato, non c’è e non ci sarà mai un padrone che decide da solo (a differenza di ciò che accade altrove). Il PD è un partito democratico di nome e di fatto, e le cose si decidono comunque assieme. Molti pensano che questa sia la nostra debolezza, io continuo a credere che sia la nostra forza (e che ci ha permesso di resistere all’ondata antipolitica) .
Però ve lo voglio dire lo stesso chi vincerà le Primarie, perché lo so già. Me lo hanno confermato i sondaggi.
Le Primarie le vincerà, anzi le sta già vincendo, il centrosinistra, ed in particolare il PD, che è oggi il primo partito italiano. Perciò viviamo con serenità questo periodo di confronto delle primarie. Questo sarà anche l’atteggiamento di Quinto Stato. Rimaniamo tifosi di uno o dell’altro candidato (e chi segue il blog sa a chi va il mio sostegno, le cui ragioni ho spiegato in questo confronto e ribadito in questo post), ma cerchiamo di non diventare ultras, perché dal giorno dopo dovremmo essere di nuovo tutti assieme uniti per sostenere il candidato del centrosinistra, che sarà tanto più forte, quanto maggiore sarà stata la partecipazione alle Primarie. Il candidato del centrosinistra sarà infatti l’unico candidato ad essere stato scelto non solo dalle segreterie di partito, ma da milioni di italiani ai quali abbiamo consegnato lo scettro della decisione. Ecco, questa è la differenza tra la democrazia vera, in carne ed ossa, e quella finta, virtuale, digitale o catodica che sia.
GT

Annunci

Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
Questa voce è stata pubblicata in / e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

4 risposte a “Le Primarie in carne ed ossa” di Giovanni Taurasi

  1. toratora ha detto:

    Il cambio delle regole di accesso alle primarie (in passato bastava preaentarsi con documento di identita e 2 euro) fatalmente favorisce chi nel sistema ha una posizione dominante, nn certo chi cerca di cambiarlo senza sedere nella stanza dei bottoni.
    Vedremo i dati dei votanti…

    Mi piace

    • QuintoStato ha detto:

      Caro toratora,
      guarda che anche ADESSO se non hai potuto pre-iscriverti puoi farlo il 25 novembre stesso al seggio prima di votare (facendo prima la fila della pre-iscrizione e poi quella per il voto), se quel seggio è anche ufficio elettorale (nella mia città è così e credo sia così ovunque). Il problema è che se tutti lo fanno il 25, al seggio ci viene una confusione tale che poi qualcuno fa presto a sostenere che le cose non sono state fatte regolarmente, ribadisco, soprattutto se il risultato vede due contendenti con poche differenze di voti tra loro. Mica siamo qui a fare lo spoglio delle schede in Florida con Jeb Bush.

      Mi piace

  2. toratora ha detto:

    Nessuno pensa ad irregolarita’, bensi’ solo di eccesso di burocrazia che sfavorisce chi parla principalmente ai non iscritti…

    Mi piace

  3. QuintoStato ha detto:

    Sono riuscito a recuperare sul web il confronto tra i candidati del centrosinistra in differita. Un’analisi a caldo. Non credo che la trasmissione cambi di molto gli orientamenti degli elettori e comporti uno spostamento rilevante dei consensi nella competizione per le Primarie. Il confronto è stato interessante, non banale, ma nessuno ha cercato – per fortuna – i fuochi di artificio di berlusconi
    ana memoria con promesse irrealizzabili. Preferisco un format americano del genere ai plastici di Porta a Porta. Tutto sommato, a parte alcune sfumature anche non irrilevanti (ad esempio sul patto di stabilità) tutte le posizioni sono riconducibili alla Carta d’Intenti. Credo che dal confronto abbiano guadagnato qualcosa in termini di consenso gli outsider meno visibili sui media (Tabacci e Puppato in primo luogo); i tempi stretti delle risposte hanno messo un po’ in difficoltà la celebre narrazione di Vendola (anche se la brillante battuta su Marchione domani sarà nei titoletti dei giornali), mentre si sono rivelati perfetti per la capacità di sintesi e uso di slogan di Renzi; buona la prestazione di Bersani, che in fondo doveva solo evitare di uscire sconfitto dal confronto con Renzi e mantenere così il vantaggio nei sondaggi, dando l’idea di essere comunque il candidato che rappresenta il baricentro della coalizione.
    Dopo la visione della trasmissione mi sento di trarre due conclusioni: 1) il centrosinistra si conferma l’unica alleanza credibile per guidare il paese (lo so, sono di parte, ma credo che qualsiasi indeciso onesto abbia tratto la mia stessa conclusione) 2) vedrei bene un Governo di centrosinistra che avesse come ministri Puppato, Renzi, Tabacci e Vendola… chi lo dovrebbe guidare lo avete già capito!
    GT

    Mi piace

I commenti sono chiusi.