“Quel muro che non dobbiamo dimenticare” di Giovanni Taurasi

Oggi ricorre il 23° anniversario della caduta del Muro di Berlino. Quest’anno l’anniversario è stato trascurato dai media e dalla politica. Eppure dovrebbe essere considerata una delle date fondative della nuova Europa. Ci tengo invece a ricordarlo anche per ragioni personali. Era il 1989. I miei ricordi quello straordinario anno sono ancora molto vivi. In giugno avevo seguito in televisione, con sgomento e sdegno, la protesta, soffocata nel sangue, dei giovani studenti di Tien An Men e mi ero commosso guardando le immagini dell’uomo che aveva bloccato una fila di carri armati dell’esercito cinese. In gennaio avevo compiuto 18 anni, acquisivo per la prima volta il diritto di voto e mi interrogavo su come usarlo, io che non avevo precedenti esperienze politiche adolescenziali o studentesche e non provenivo da una famiglia e da una formazione comunista, ma che ero molto attratto dalla storia del PCI e ritenevo, come ritengo tuttora, che il Partito comunista italiano avesse dato un contributo fondamentale e decisivo alla democrazia nel nostro Paese.
Ero attratto da quell’utopia straordinaria che prometteva uguaglianza. Ma comprendevo chiaramente quanto quella promessa di democrazia stridesse con la negazione della libertà nei regimi dell’Est e mi sentivo ostaggio di quel muro.
Quando quel muro cadde, non furono più liberi solo i popoli dell’est, ma fummo più liberi tutti. E si sentirono più liberi soprattutto milioni di comunisti italiani che con quella storia e con i regimi dell’est non avevano da molto tempo più nulla a che fare.
E io mi sentii più libero di avvicinarmi ed aderire al partito che nacque pochi mesi dopo dalle ceneri del Partito comunista italiano. Così cominciò la mia attività politica.
Se il 25 aprile rappresenta la data simbolo della liberazione del nostro popolo dal fascismo e dal nazismo, e deve essere sempre celebrata come festa nazionale, ognuno conserva date che hanno un rilievo politico e personale altrettanto significativo. Avendola vissuta da testimone diretto, trattandosi di una data del mio tempo, per il mio percorso personale, il 9 novembre è stato il mio intimo 25 aprile. Ecco perché ancora oggi ricordo quell’indimenticabile ’89 con commozione.
GT

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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