“L’AMACA” di MICHELE SERRA da La Repubblica dell’8 novembre 2012

Più o meno nelle stesse ore tre Stati americani (Washington, Maryland, Maine), la Spagna e la Francia hanno approvato o confermato provvedimenti che legalizzano le unioni tra persone dello stesso sesso. Per referendum popolare (negli Usa) o su azione del legislatore, il lento ma inesorabile processo di legittimazione degli omosessuali avanza in tutto il mondo occidentale. Poiché si ritiene, sia pure con qualche arbitrio e qualche approssimazione, che “mondo occidentale” e “democrazia” siano sinonimi, ne deriva che i diritti degli omosessuali sono meglio riconosciuti e tutelati in democrazia; lo sono assai meno in molti Paesi asiatici, africani e dell’Est europeo, per niente nelle teocrazie islamiste. Viene da chiedersi, a questo proposito, in quale direzione si stia muovendo quel Paese di frontiera chiamato Italia. Nel quale il senso comune sta rapidamente abbandonando le tradizioni omofobe – due gay hanno vinto le elezioni politiche in Puglia e Sicilia – ma le istituzioni paiono letteralmente paralizzate dall’atteggiamento fobico delle gerarchie cattoliche, per le quali l’omosessualità è ancora “contronatura”. Nel Maine, a Madrid, a Parigi, nel Nord Europa la natura non è la stessa che a Roma.

“L’AMACA” di MICHELE SERRA da La Repubblica dell’8 novembre 2012

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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Una risposta a “L’AMACA” di MICHELE SERRA da La Repubblica dell’8 novembre 2012

  1. adriano ha detto:

    Ho la netta sensazione che a muovere certi atteggiamenti sia il disagio interiore di troppi “machisti”. Penso con orrore ad Hider il nazista austriaco recentemente scomparso.

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